Da qualche settimana c'erano i sentori che il matrimonio tra la Roma e Benatia dovesse finire.Neanche l'abbraccio caloroso del pubblico giallorosso, il giorno della presentazione della squadra all'Olimpico,è bastato al difensore marocchino per ignorare le invitanti proposte contrattuali arrivate dall'estero.Il giocatore ha manifestato,con un pò di ingratitudine verso la squadra che lo ha reso uno dei difensori centrali più desiderati del panorama europeo,il desiderio di andare via a tutti i costi per vedere il suo ingaggio moltiplicato dopo una sola stagione dal suo approdo nella capitale.Di fronte al gelo che era sceso tra l'entourage dell'ex Udinese e la dirigenza romanista e al pericolo di trattenere in rosa un calciatore controvoglia,Sabatini si è trovato costretto a svendere uno dei componenti più forti della rosa.Dopo i 61 milioni provocatoriamente chiesti in una conferenza stampa e i 40 ragionevolmente chiesti durante tutta questa sessione estiva per,vale la la pena ripeterlo,uno degli interpreti del ruolo attualmente più forti in tutta Europa,il direttore sportivo della Roma ha raggiunto un accordo col Bayern sulla base di 26 milioni più bonus,cifra inferiore a quella incassata dalle ultime cessioni eccellenti,quelle di Marquinhos al Psg e Lamela al Tottenham.Una cifra comunque rispettabile,ottenuta da una cessione che però avrebbe dovuto rappresentare una plusvalenza ancora più significativa in base al valore di Benatia,e che non colma pienamente una perdita tecnica di fondamentale importanza.Per fortuna i tifosi giallorossi possono consolarsi con il sostituto,l'ottimo Kostas Manolas,difensore greco giovane ma già di ottima esperienza internazionale,che Sabatini da grande operatore di mercato qual'è ha strappato per una cifra che si aggira sui tredici milioni di euro all'Arsenal,che sembrava ormai aver chiuso l'affare con l'Olympiacos.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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