Bisogna dire che il calendario non ha riservato al Chelsea di Mourinho un inizio in salita: debutto in casa del modesto Burnley,e prima in casa contro un'altra neopromossa,il Leicester.I blues però,in un campionato che riserva sempre sorprese,hanno superato entrambi i test,superando in questa seconda giornata anche con qualche brivido l'agguerrita squadra di Nigel Pearson.A decidere la sfida le reti nel secondo tempo di Diego Costa,ancora a segno,e di un Eden Hazard micidiale,permettendo al Chelsea di guidare la classifica,seppur in coabitazione.Anche il Tottenham di Pochettino infatti è reduce da un ottimo inizio di stagione,Europa League compresa,e a punteggio pieno:dopo la vittoria all'ultimo respiro contro il West Ham in uno dei tanti derby londinesi,gli Spurs hanno liquidato facilmente con un Lamela in grande spolvero il Qpr dell'ex Harry Redknapp.Dopo la sconfitta all'esordio a Loftus Road contro l'Hull City il poker incassato al White Hart Lane ha dimostrato come non basti un buon budget per costruire una squadra competitiva,e Redkanpp dovrà lavorare parecchio per evitare la medesima retrocessione di due anni fa.Il vero big match della giornata però è andato in scena nel monday night all'Etihad Stadium dove i padroni di casa del City non hanno lasciato scampo al giovane Liverpool,che nonostante una campagna acquisti dispendiosa sembra essersi indebolito per la perdita di un leader tecnico come Luis Suarez.Ottima la prestazione dei citizens,che sembrano aver smaltito la pesante sconfitta contro l'Arsenal(pareggio per 2-2 in rimonta in questo turno per gli uomini di Wenger sul difficilissimo campo dell'Everton) in Community Shield,con uno Jovetic scatenato e finalmente decisivo con due reti e con Aguero,che nonostante i problemi fisici che lo assillano continuamente timbra il cartellino con regolarità impressionante.Chiude il quartetto di testa il sorprendente Swansea di Monk,che dopo l'impresa dell'Old Trafford della settimana scorsa,ha battuto a domicilio il Burnley grazie a Dyer.
Tra l'Agosto e il Settembre passati, Sandro Tonali mandava in visibilio il tifo milanista esprimendo la propria preferenza per il Diavolo, come diretta conseguenza di quella passione per i colori rossoneri nata da bambino. Il Milan così superava la concorrenza dei cugini dell'Inter, che comunque avevano già allentato la presa sul centrocampista, indirizzando in maniera favorevole la trattativa con il Brescia. Un'avventura dunque iniziata sotto i migliori auspici, con la maglia numero 8 dei suoi sogni indossata solo dopo l'autorizzazione richiesta con umiltà all'idolo Rino Gattuso. Sette mesi dopo però il percorso intrapreso con tanto entusiasmo si sta dimostrando più in salita del previsto : nonostante lo spazio avuto grazie ad un calendario intasato di impegni e all'infortunio di Bennacer, Tonali ha fatto molta fatica a mettere in mostra le stesse qualità e la stessa dose di personalità che gli avevano permesso di prendersi la fascia da capitano delle Rondinel...

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