Leader, goleador, stakanovista: Mancini si è preso definitivamente la Roma, e le altre big osservano
In mezzo all'emergenza difensiva causata dai contemporanei ko di Ibanez, Kumbulla e Smalling e che ha costretto Paulo Fonseca a chiedere un sacrificio ai vari Spinazzola e Karsdorp nonché a rispolverare l'obsoleto Fazio, la Roma ha potuto ammirare la definitiva maturazione di Gianluca Mancini. Il classe '96 è diventato ormai il leader del reparto arretrato giallorosso, indipendentemente da chi gioca con lui, confermando la crescita costante rispetto agli alti e bassi dello scorso anno, il primo nella Capitale. La svolta è arrivata sicuramente con il passaggio alla difesa a tre , a lui più familiare per i trascorsi a Bergamo e più congeniale per esaltarne le caratteristiche. Curiosamente il suo punto di forza ad oggi è anche il suo punto debole: l'innato senso dell'anticipo , così prezioso per la squadra perché permette un recupero di palla alto e la possibilità di eseguire transizioni veloci, a volte si tramuta in un'eccessiva foga , un'arma a doppio taglio...