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Visualizzazione dei post con l'etichetta leggende del calcio

50 anni di Cholismo e non sentirli

Una delle ultime partite a disputarsi prima che l'attuale emergenza sanitaria paralizzasse il mondo del pallone è stata Liverpool-Atletico Madrid, ritorno degli ottavi di Champions League, che ha visto i colchoneros violare il magico Anfield 2-3 ai supplementari bissando il successo dell'andata in Spagna. La meravigliosa atmosfera dello stadio dei reds ha fatto da cornice alla gara manifesto del modo di interpretare il gioco del calcio - e più in generale la vita - del condottiero dell'Atletico, Diego Pablo Simeone. L'esaltazione dell'agonismo, la vittoria della sostanza e del pragmatismo sull'estetica, la celebrazione massima dello spirito di gruppo che prevale sulla fine giocata del singolo, in una sola parola il Cholismo. Una carriera quella del Cholo Simeone, che oggi ha tagliato il traguardo dei 50 anni tondi tondi, fortemente contraddistinta dai colori della bandiera italiana; un presente da simbolo indiscusso dell'Atletico Madrid e i tanti incroci c...

Kakà, il fenomeno mascherato da studente universitario

Oggi compie 38 anni Ricardo Izecson dos Santos Leite, al secolo Kaká. In un momento in cui l'astinenza da calcio giocato impone la revisione di vecchie partite storiche, non può non scendere una lacrima di nostalgia pensando al brasiliano, non solo al popolo milanista che ha venerato per sei lunghi anni il suo amato numero 22, ma a tutti gli appassionati per cui Kaká ha rappresentato un fuoriclasse generazionale. Quando nel 2003 il Milan investì su di lui, l'archetipo del campione verdeoro era quello del ragazzino aggrappatosi al suo talento per sfuggire alla miseria e agli stenti di un'infanzia passata nei bassifondi delle favelas. Storie di redenzione, di riscatto sociale, di liberazione da un destino ingrato che tanto piacciono ai media locali, ma che non rispecchiavano la parabola insolita del giovane Kakà, cresciuto in maniera agiata da madre insegnante e padre ingegnere. Una lotta paradossale contro i pregiudizi che lo hanno accompagnato anche al suo arrivo in Italia ...

Roberto Carlos, lo specialista delle punizioni "troppo indisciplinato tatticamente" per l'Inter

La storia di una squadra è spesso contraddistinta da una serie di errori di valutazione, specie in epoca di frontiere aperte e continui viavai di giocatori. Nessuna società, neanche la più avveduta, è esente da questo tipo di vicissitudini, ma club come l'Inter sono loro malgrado famosi per aver puntato su alcuni calciatori per poi scaricarli frettolosamente senza aspettarne l'esplosione. Pirlo e Seedorf rappresentano delle ferite che non si sono mai completamente cicatrizzate per la gioia dei cugini milanisti ma non costituiscono certo un unicum; anche in tempi più recenti ci sono dei casi eclatanti come quelli di Coutinho,arrivato neo maggiorenne a Milano e ceduto per una decina di milioni al Liverpool dove si è consacrato, ma anche Zaniolo, che non aveva avuto neanche l'occasione di debuttare in prima squadra prima di brillare alla Roma, dopo essere stato inserito nell'affare Nainggolan. Uno dei rimpianti storicamente più grandi è quello legato al brasiliano Roberto ...

Otto anni senza Chinaglia, il focoso Long John per sempre nel cuore della Lazio

Ci sono dei calciatori che legano indissolubilmente il proprio nome e la propria carriera a una squadra, venendo ripagati dall'affetto incondizionato e imperituro della tifoseria nei loro confronti. È il caso sicuramente anche di Giorgio Chinaglia e della Lazio. Dopo gli esordi nello Swansea, la famiglia di umilissime origini era infatti emigrata in Galles per cercare fortuna, torna in patria per cercare fortuna nel calcio italiano. Dopo la gavetta in Serie C, la Lazio nota il potente attaccante. Un rapporto di Odi et Amo quello tra Chinaglia e la Lazio soprattutto nei primi tempi: entra subito nelle grazie della tifoseria per le sue gesta e il suo carisma, ma viene anche ripetutamente beccato per i suoi eccessi fuori dal campo e il suo carattere iracondo, in un periodo difficile della storia biancoceleste, culminato con la retrocessione del 1971. È la seconda stagione a Roma di Giorgione, com'era chiamato da tutti per la sua stazza corpulenta, quando si ergerà a condottiero di...

65 sfumature di Pruzzo, il bomber snobbato dalla Nazionale

Taglia oggi il traguardo dei 65 anni Roberto Pruzzo, la cui carriera sarà sempre indissolubilmente legata alla Magica Roma del secondo Scudetto. La Lupa nel destino, sebbene il suo percorso nel calcio professionistico non nasca nel florido vivaio di Trigoria. Cresce e comincia a mostrare le prime scintille della sua grande vena realizzativa nel Genoa, di cui diventa capitano con grande precocità, realizzando guarda caso il primo gol nella massima serie contro la squadra del suo futuro. Dopo cinque anni in terra ligure tra Serie A e B spesi a gonfiare le reti avversarie, si crea una fila di big nostrane pronte ad acquistarlo. Sembra pronto a diventare un giocatore della Juventus, ma nell'estate del 1978 la Roma decide di fare uno sforzo economico importante per l'epoca, 3 miliardi di lire,e lo porta nella Capitale. Un investimento coraggioso che cambierà la storia giallorossa, anche se non sono tutte rose e fiori. Un ambientamento difficile nei primi mesi nella Città Eterna, la ...

Rui Costa spegne 48 candeline, O Maestro che incantò Milan e Fiorentina

A Milano, sponda rossonera, e a Firenze sicuramente scorre qualche lacrima di nostalgia pensando al nome di Manuel Rui Costa. Un po' dovute al fatto che il 10 portoghese era uno di quei giocatori in grado di fare innamorare subito le platee grazie alla sua qualità, un po' motivate dalla circostanza che sia Milan che Fiorentina sono oggi abbastanza lontane dai fasti gloriosi di quando il fantasista militava nelle rispettive rose. Tanti auguri a Rui Costa, che oggi compie 48 anni; attualmente direttore sportivo con successo del Benfica, dove iniziò e terminò la sua prestigiosa carriera. In mezzo due lunghe esperienze in Serie A dove ha speso il meglio dei suoi anni: prima alla Fiorentina di Cecchi Gori che lo acquista per 11 miliardi di lire, ampiamente ripagati dalla conquista di due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana,oltre che da tante giocate in coppia con il Re Leone Batistuta, e in seguito al Milan. Galliani lo veste di rossonero a fronte di un assegno da 85 miliardi di ...

Roma, 27 anni fa il giorno che cambiò per sempre la Storia giallorossa

28 Marzo 1993. Una data che per tutti i tifosi giallorossi varrà sempre la pena di essere celebrata. 27 anni fa esordiva in Serie A il più grande Capitano della storia della Roma, il solo e unico Francesco Totti. Una stagione piuttosto balorda, quella 1992-1993, per la Roma imprigionata in un anonimo limbo di metà classifica senza più tanto da chiedere al campionato. Il calendario propone la trasferta di Brescia e Vujadin Boskov, allora allenatore della Lupa, si porta in panchina il 16enne Francesco Totti complice qualche indisponibilità tra i giocatori della prima squadra. Il punteggio recita un rassicurante 0-2 a pochi minuti dal termine, Boskov si gira verso la sua panchina e decide di concedere gli ultimi scampoli di partita a una grande promessa del vivaio romanista. Rizzitelli fa spazio a Totti, sliding door della storia di una squadra e di una società. Il resto è storia con 250 reti in 618 gare conteggiando solo il giardino di casa della Serie A. Fino ad arrivare a quel 28 maggi...

Johan Cruijff, l'esteta che cambiò il mondo del calcio due volte

"Non esiste medaglia migliore dell'essere acclamato per il tuo stile. Come allenatore, le mie squadre avrebbero potuto vincere più partite se avessimo giocato in modo meno avventuroso. Forse avrei guadagnato un po 'di più e le gratifiche sarebbero state più alte, ma se la gente dice che il Barcellona stava giocando il calcio più bello del mondo con me come allenatore, cosa posso chiedere di più?"   "Capelli lunghi, occhi vispi, cervello che ripeteva come un mantra una parola: rivoluzione. Johan Cruijff morì quattro anni fa, il 24 marzo 2016, dopo una dura battaglia contro il cancro ai polmoni. Ma come tutti i rivoluzionari è sempre nella testa di chi porta avanti le sue idee o, quantomeno, le ha apprezzate. Soprannominato il “Profeta del gol”, ma anche il “Pelé bianco”, Cruijff è ritenuto uno dei più grandi calciatori di ogni epoca, mitico al punto da rendere iconici persino un numero, il 14, e un colore, l'arancione.Se si allarga il discorso al contributo fo...