Passa ai contenuti principali

Un talento per il Futuro

Un talento per il Futuro
Il campionato è fermo, per le note cause di forza maggiore legate all'emergenza sanitaria, e un margine di incertezza ancora rimane sulla conclusione della stagione in corso nonostante l'ottimismo che filtra dalle riunioni tra le varie parti in causa. Anche se le competizioni fossero portato a termine in qualche modo, i bilanci delle varie squadre si porterebbero dietro le ferite inferte dalla prolungata sospensione forzata. Ecco quindi, che più che mai si presenta per le società la necessità di valutare al meglio le risorse interne, specie quelle che provengono orgogliosamente dai propri vivai, in vista di una sessione di trasferimenti che dovrà essere più austera e allo stesso tempo più creativa. All'interno delle giovanili delle formazioni italiane i talenti non sono mai mancati, casomai negli ultimi anni è spesso mancato il coraggio di gettarli nella mischia e lasciarli legittimamente sbagliare, come avviene in altri paesi più avanguardisti in termini di formazione calcistica. Questa però potrebbe essere l'opportunità giusta.


4/04/2020 Un talento per il Futuro : Inter, Seba Esposito non sarà un Zaniolo bis



Per cominciare questa panoramica sui migliori talenti del nostro calcio,difficilmente può essere selezionato un talento migliore di Sebastiano Esposito. Sicuramente il vivaio dell'Inter può vantarsi di annoverare tra le proprie fila altre promesse come per esempio i coetanei meno reclamizzati Pirola e Oristanio, ma rinunciare all'occasione di parlare di un campioncino in erba come Esposito è davvero difficile. Il talento nativo di Castellammare di Stabia si è fatto conoscere anche dai non appassionati di calcio giovanile, quando lo scorso anno è balzato agli onori delle cronache dopo essere diventato il più giovane debuttante nelle competizioni europee nella storia dell'Inter. L'allora tecnico Luciano Spalletti lo convocò per il ritorno degli ottavi di finale di Europa League contro l'Eintracht Francoforte, gettandolo nella mischia nel corso della ripresa. Una stagione, quella passata, di grande crescita per Esposito che dopo aver dominato nella categoria u17 e in Primavera, si è guadagnato la Prima Squadra, non prima di aver brillato nell'Europeo di categoria perso in finale con l'Italia under 17, ma con 4 reti in 6 partite nel proprio tabellino personale. Poi la scorsa estate l'occasione d'oro per un giovanissimo come lui di mettersi in luce agli occhi del nuovo tecnico Antonio Conte, complice un parco attaccanti privo di Lautaro Martinez impegnato in Copa America con l'Argentina e mancante ancora di Lukaku, diventato interista solo dopo una lunga telenovela di mercato col Manchester United. I risultati di una grande preparazione gli hanno permesso di rimanere in pianta stabile tra i grandi, collezionando 5 presenze in Serie A e la prima emozionantissima rete, in occasione del 4-0 contro il Genoa. Grazie a quel rigore trasformato, gentile omaggio di Lukaku che gli lasciò il penalty, Esposito è diventato il più giovane interista a far tremare la porta di San Siro, strappando il record ad un monumento come Beppe Bergomi. Il ritratto biografico di un predestinato e se lo si valuta da un punto di vista tecnico non è difficile capire il perché. Si tratta di un talento offensivo che dispone di qualità raramente intraviste negli ultimi anni nel panorama italiano. Unisce una struttura fisica importante, che sarà rinforzata muscolarmente in futuro, ad un'innata eleganza nei movimenti e ad una comprensione del gioco spiccata, quasi innaturale per un giocatore non ancora maggiorenne. E tutto senza neanche citare uno dei pezzi forti del suo repertorio, i calci di punizione, di cui è specialista e cecchino quasi infallibile. Tatticamente è al momento più configurabile come una seconda punta, libera di spaziare sul fronte offensivo e di scatenare le sue capacità balistiche anche fuori dall'area. In linea teorica un giocatore perfettamente compatibile con il 3-5-2 di Conte. Se non fosse che l'Inter, pur disponendo da più di un decennio di uno dei migliori vivai di Italia, ha spesso adottato la politica di monetizzare la cessione dei propri giovani invece che aspettarne pazientemente la crescita, magari mandandoli in prestito ad accumulare esperienza. Un trend che Sebastiano Esposito sembra però determinato ad invertire; la società nerazzurra è ancora scottata dall'aver regalato un potenziale fenomeno come Nicolò Zaniolo alla Roma, nell'ambito della trattativa Nainggolan. Dalle parti della Pinetina da tempo ci si è attivati per il rinnovo quinquennale del contratto di Esposito, che sarà possibile al compimento della maggiore età dell'attaccante. Poi lo step successivo sarà probabilmente il prestito ad una società amica, come il Parma che ha valorizzato molto bene Bastoni, per permettere al giocatore di farsi le ossa nella massima serie e non ripetere gli errori del passato, al fine di riaccoglierlo poi più maturo. E far sí che l'ennesimo patrimonio della cantera interista, nonché uno dei talenti più fulgidi del calcio italiano, non venga sacrificato sull'altare dei bilanci e del fair play finanziario.

5/04/2020 Un talento per il Futuro : Juve, Nicolò Fagioli e quella investitura di Allegri


In una conferenza stampa del 2018 l'allenatore della Vecchia Signora Massimiliano Allegri sorprese tutti, quando parlando delle opzioni disponibili nella sua rosa, si soffermò brevemente anche su un giovane della Primavera juventina. "In rosa abbiamo Nicolò Fagioli. E' un ragazzo del 2001 che conosce il calcio e i tempi di gioco. E' un piacere vederlo giocare". Poche parole, ma un attestato di stima pesante nei confronti di un giovane reduce dalla preparazione estiva condotta con la Prima Squadra, ma formalmente ancora sotto età in Primavera. È passato un anno e mezzo da quelle dichiarazioni e Fagioli si appresta a fare il salto tra i grandi, quello che dovrà confermare le notevoli qualità intraviste a livello giovanile, anche se il biondo centrocampista ha già potuto assaggiare il calcio professionistico della Serie C, fatto di sudore,lacrime e sangue. Dopo una prima parte di stagione tra la familiare Primavera e la Youth League, è stato in seguito maggiormente impiegato con la Juve u23 di Fabio Pecchia, raccogliendo 5 presenze in Lega Pro e 3 nella Coppa Italia di categoria, competizione che vede i bianconeri in finale. A testimonianza del suo talento, la costante considerazione dei tecnici federali che gli hanno consentito di indossare spesso la maglia delle giovanili azzurre,dall'u15 all'u17, con cui ha disputato l'Europeo due anni fa, fino alla under 19 di cui è pilastro in virtù dei suoi 21 gettoni di presenza. 

Il profilo tecnico

Si tratta di un giocatore che ha sempre fatto della qualità con il pallone tra i piedi il suo punto di forza, distinguendosi per il tocco di palla leggiadro. Un piacere vederlo giocare, proprio come sosteneva Allegri. Trequartista di origine, negli ultimi anni è stato spesso arretrato dai suoi allenatori come regista di centrocampo per esaltarne la visione di gioco. Una scelta che si è rivelata un'arma a doppio taglio. Il cambiamento tattico ne ha sì messo ancora più in luce le proprietà tecniche, senza fargli perdere il feeling con la porta avversaria grazie al fatto di essere battitore di calci piazzati, ma ne ha evidenziato anche le lacune in fase di interdizione. Pur applicandosi, rimane un giocatore più di fioretto che di sciabola, che fatica se gravato da un eccessivo compito di filtro davanti alla difesa, non avendo nell'agonismo la sua principale dote. La sua duttilità comunque gli tornerà sicuramente utile, quando a partire dalla prossima stagione andrà probabilmente a fare esperienza sotto l'attenta supervisione della Juventus che punta forte su di lui per il futuro.

13/4/2020 Un talento per il Futuro : Milan, Lorenzo Colombo la risposta del Diavolo ad Esposito



Se nella metà nerazzurra di Milano ci si coccola il talento di Sebastiano Esposito, al Milan si fa molto affidamento per il futuro sulle doti realizzative di Lorenzo Colombo. Sicuramente gran parte delle attenzioni in casa rossonera sono concentrate al momento sul giovane e promettente Daniel Maldini, che subito prima dell'interruzione dei campionati aveva fatto l'esordio in Prima Squadra proseguendo la dinastia di famiglia, ma in molti a Milanello sono convinti che il prossimo a prendersi i riflettori sarà Colombo. Attaccante classe 2002, proprio come quell'Esposito cui il destino lo ha legato a filo doppio. Un giorno forse rivali tra i grandi, fino ad oggi compagni nella Nazionale under 17, con cui hanno giocato insieme un Europeo la scorsa estate durante il quale l'interista è stato l'uomo copertina della squadra con 4 reti, prima di lasciare la ribalta al milanista autore di una doppietta, bellissima ma inutile, in finale contro l'Olanda. Curiosamente hanno saltato entrambi il Mondiale under 17 tenutosi in Brasile, anche se per motivi diametralmente opposti. Esposito ha saltato la convocazione per volere di Antonio Conte che lo ha tenuto a disposizione della Prima Squadra, mentre Colombo è stato frenato da una frattura da stress che ha richiesto anche un intervento chirurgico. Da quell'infortunio comunque la punta del Diavolo sembra essersi ristabilita perfettamente, come testimonia il suo rendimento complessivo nel campionato Primavera 2. 9 reti in sole 6 partite, con la pazzesca media di una ogni 33 minuti, seppur un gradino al di sotto della massima categoria del calcio giovanile. 

Il profilo tecnico

I paragoni già si sono sprecati per questo talentuoso attaccante. Il nome di Vieri è già circolato con insistenza negli ambienti del calcio giovanile, ma anche quello di Petagna, per caratteristiche tecniche nonché per la comune trafila nel vivaio del Milan risulta calzante come abbinamento. Non ha ancora la capacità di proteggere il pallone spalle alla porta che l'attuale giocatore della Spal ha sviluppato egregiamente a Bergamo sotto gli ordini di Gasperini, ma la fisicità è già di quelle importanti per un calciatore che ha appena compiuto 18 anni. Si tratta di un attaccante vecchio stile, che vive all'interno dell'area di rigore, ma che sa anche spaziare sul fronte offensivo come una punta moderna per sfruttare le sue qualità balistiche. La capacità di concludere da fuori area esplodendo il suo temibile mancino lo rende un centravanti meno prevedibile, che non ha bisogno necessariamente di fare a spallate con i difensori avversari avvalendosi della sua esplosività muscolare, per vedere la porta. L'utilizzo del piede debole invece, il destro, è sicuramente da migliorare, per ambire a seguire le orme di Cutrone e far parte del nuovo ciclo del Milan all'insegna dei giovani.

17/4/2020 Un talento per il Futuro : Atalanta, Amad Traorè il prossimo Kulusevski



Il vivaio dell'Atalanta ha storicamente la reputazione di essere uno dei più produttivi di Italia, e questa fama negli ultimi anni è tornata ad essere suffragata da risultati di primo piano nelle categorie giovanili. La Primavera orobica ultimamente è sempre stata la squadra da battere,  portando a casa anche lo Scudetto u19 nella stagione 2018-2019. Bastoni e Kulusevski sono gli esempi più significativi del grande livello della formazione atalantina, anche se a Zingonia hanno preferito monetizzare con le loro cessioni più che farne dei perni della Prima Squadra di Gasperini. Non è facile individuare quale tra i tanti talenti bergamaschi sarà il prossimo giovane a fare le fortune dell'Atalanta, in campo o sul bilancio, ma ce ne è uno per cui sono state già respinte le seducenti avances della Juventus ( che si è assicurata a peso d'oro Dejan Kulusevski).
Si tratta di Amad Traorè, esterno offensivo ivoriano classe 2002, che i più attenti sapranno essere il fratello minore di Junior Hamed Traorè. Centrocampista offensivo del 2000, è stato uno dei primi millennials a mettersi in luce in Serie A prima di trasferirsi dall'Empoli al Sassuolo, curiosamente sotto l'attenta supervisione della Juventus. Il talento insomma è proprio una questione di famiglia.

Il profilo tecnico

L'esterno nerazzurro ha dato un perfetto saggio delle sue qualità in occasione del precoce debutto in Serie A, il 27 Ottobre 2019 nel 7-1 con cui l'Atalanta ha demolito l'Udinese. I 13 minuti concessi da Gasperini sono più che sufficienti all'ivoriano per segnare la sua prima rete nel campionato italiano a soli 17 anni. Traorè entra in possesso prima della trequarti, prosegue indisturbato palla al piede fino al limite, complice l'atteggiamento dei friulani traumatizzati dall'andamento della partita, e segna con il mancino dopo essersi accentrato, un suo marchio di fabbrica. Il classe 2002, che ha impressionato anche il Manchester City che lo ha potuto osservare quando ha sfidato l'Atalanta in Youth League (doppia vittoria bergamasca ), è un'ala destra estremamente dinamica e abile nel dribbling, praticamente inarrestabile quando si trova in uno contro uno contro il diretto marcatore. Nel campionato Primavera è facile vederlo cimentarsi nelle sue serpentine con cui crea sempre superiorità numerica. Imprevedibile nelle soluzioni finali nonostante l'uso prevalente del sinistro, è un giocatore generoso che che ama assistere i compagni senza incaponirsi in personalismi. Importante anche la disponibilità con cui rientra in difesa, nella fase di non possesso è migliorato molto negli ultimi tempi ed è un aspetto che frena molti giovani che si affacciano alla Serie A.
Per Amad Traorè si prospetta un probabile ritiro pre-stagione, prima di spiccare il volo in prestito in un club che gli permetta di acquisire esperienza, sulla scia di quanto fatto da Kulusevski al Parma.

19/04/2020 Un talento per il Futuro: Lazio, Nicolò Armini tra il mito di Nesta e un futuro incerto


Nella vita di tanti giovani calciatori si presenta presto un bivio che mette a confronto la possibilità di rimanere nel club dove si è cresciuti, che in alcuni rari e fortunati casi coincide con quello per cui si tifava da bambini, e quella invece di farsi ammaliare dalle sirene del progetto tecnico di un'altra squadra. È quanto sta accadendo a Nicolò Armini, grande speranza del settore giovanile della Lazio, che nonostante la dichiarata fede biancoceleste ha un contratto in scadenza al termine di questa stagione. Entrambe le parti in causa sono fiduciose di arrivare a un esito positivo dopo che l'allarme pandemia si sarà attenuato, ma resta il fatto che, data l'attuale situazione contrattuale, il promettente difensore sarebbe libero di accordarsi con qualsiasi società senza alcun vincolo. E il fatto che la sua procura sia in mano a un certo Mino Raiola non lascia molto tranquilli. In casa Lazio non si vuole assolutamente perdere il primo millennial capace di indossare la maglia dell'Aquila, cresciuto sognando di ricalcare le orme dell'idolo Alessandro Nesta, e capace di essere convocato da Inzaghi per la trasferta belga contro lo Zulte Waregem quando ancora non aveva debuttato in Primavera. Ad oggi sono due le presenze racimolate tra i grandi, risalenti alla stagione 2018-2019: una in Europa League a Cipro contro l'Apollon Limassol e l'altra in Serie A all'Olimpico contro il Bologna,entrambe da subentrato.

La scheda tecnica 

Armini non ha mai fatto mistero di avere come mito e modello Nesta, a cui lo accomuna, senza addentrarsi in scomodi paragoni per un classe 2001 che ha tanto da dimostrare ancora, la duttilità. L'ex campione del mondo nacque come terzino sinistro prima che Zdenek Zeman avesse la vincente idea di riposizionarlo al centro della difesa, e allo stesso modo Armini ha già dato prova di poliedricità nella sua pur breve carriera. Centrale in una difesa a quattro o a tre, ma anche terzino destro con facoltà di coprire più che di spingere. È comunque nel cuore della retroguardia che la speranza laziale ha trovato la sua dimensione, dando sfoggio oltre che delle sue doti da marcatore arcigno e grintoso anche di una certa abilità nell'impostare l'azione, qualità che gli è valsa il paragone con Leonardo Bonucci. Sicuramente non ha ancora la proverbiale precisione nel lancio lungo del difensore della Juventus, ma ha sempre palesato grande personalità in fase di possesso, ritentando la giocata anche dopo un errore. D'altronde non indossa per caso la fascia da capitano della Primavera biancoceleste, onore che gli è stato concesso anche con la maglia delle Nazionali giovanili azzurre, con cui vanta un impressionante curriculum di più di 50 presenze. Anche più di quelle di Nesta, di cui sogna di ripercorrere le gesta un giorno con la Nazionale maggiore e, chissà, forse anche con la Lazio.







Commenti

Post popolari in questo blog

Dzeko e Fonseca firmano l’armistizio: la prima vittoria di Tiago Pinto a Roma

Il legame di Edin Dzeko con la Roma ha sempre vissuto sull'altalena delle emozioni tra gol facili sbagliati, reti da antologia, valigie in mano ad ogni sessione di mercato poi puntualmente disfatte ed una fascia da Capitano che è tornata sul braccio di un giocatore straniero come lui dopo più di 20 anni. Mai però il bosniaco aveva avuto problemi con un allenatore prima delle cronache recenti, nonostante una personalità difficile da gestire e quel linguaggio del corpo sempre un po' indolente nelle giornate meno prolifiche. Il duro faccia a faccia post Spezia con Fonseca sembrava il preludio ad una fine ingloriosa della sua avventura nella Capitale, ma a Trigoria la burrasca sembra finalmente aver lasciato il posto a qualche incoraggiante raggio di sole. Dzeko è tornato ad allenarsi da due giorni in gruppo e il suo nome farà di nuovo capolino tra i convocati, pur rimanendo Pellegrini capitano per una questione disciplinare. Una pace di comodo che è merito sicuramente dell'int

Classifiche squadre e marcatori Serie A - 2019/2020 / 33esima giornata

              Classifica Serie A   2019/2020  ( clicca sulla cl a ssifica per ingrandire) Marcatori Serie A - 2019/2020 ( clicca sulla cl a ssifica per ingrandire) leggi tutto

Roma, la flessione di Pedro preoccupa: il mood “vacanze romane” deve finire dopo la sosta

Se la Roma non riesce a spiccare il volo nei big match, venendo puntualmente ridimensionata, uno dei motivi risiede probabilmente nell'inesperienza ad alti livelli di alcuni titolari dell'undici tipo: giocatori come Ibanez, Villar e Karsdorp hanno mostrato ottime qualità nel corso della stagione, ma non hanno familiarità nel competere per traguardi come la qualificazione alla Champions League, proveniendo chi da mesi in panchina all'Atalanta, chi dalla seconda serie spagnola. Contro il Napoli mancavano, oltre a Veretout, Mkhitaryan e Smalling, due tra i più navigati nella rosa di Fonseca, anche se in campo c'erano comunque Dzeko e Pedro. Lo spagnolo in particolare era stato acquistato in estate a parametro zero dal Chelsea per rappresentare un valore aggiunto in termini di leadership e mentalità vincente, in virtù della sua sconfinata bacheca. Se da questo punto di vista non sembra aver particolarmente inciso sulla maturità del gruppo giallorosso, peraltro con più di un