Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Roma

Roma, stagione finita per Kumbulla: il giudizio sull’albanese sospeso fino al prossimo anno

Ogni volta che i giocatori rispondono alla chiamata delle proprie Nazionali, ai rispettivi club di appartenenza spetta il compito di accendere un cero nella speranza che tornino indietro integri e arruolabili. Spesso non è sufficiente, e stavolta (non la prima, Zaniolo insegna) è stata la Roma a pagare il prezzo più alto. Neanche il tempo di mettersi alla prova contro l'Inghilterra nella seconda gara di qualificazione a Qatar 2022, che Marash Kumbulla ha accusato un dolore al ginocchio destro durante Andorra-Albania che non lo ha costretto a lasciare il campo, ma si è ripresentato dopo la partita. Una volta tornato nella Capitale, gli esami strumentali hanno evidenziato la lesione del menisco esterno: per il momento l'intervento chirurgico è stato scongiurato in favore della terapia conservativa, ma in ogni caso la stagione dell'ex Hellas Verona è già finita. Un primo anno in giallorosso sicuramente probante per il centrale albanese, che tra il Covid e gli infortuni non ha ...

Roma, la flessione di Pedro preoccupa: il mood “vacanze romane” deve finire dopo la sosta

Se la Roma non riesce a spiccare il volo nei big match, venendo puntualmente ridimensionata, uno dei motivi risiede probabilmente nell'inesperienza ad alti livelli di alcuni titolari dell'undici tipo: giocatori come Ibanez, Villar e Karsdorp hanno mostrato ottime qualità nel corso della stagione, ma non hanno familiarità nel competere per traguardi come la qualificazione alla Champions League, proveniendo chi da mesi in panchina all'Atalanta, chi dalla seconda serie spagnola. Contro il Napoli mancavano, oltre a Veretout, Mkhitaryan e Smalling, due tra i più navigati nella rosa di Fonseca, anche se in campo c'erano comunque Dzeko e Pedro. Lo spagnolo in particolare era stato acquistato in estate a parametro zero dal Chelsea per rappresentare un valore aggiunto in termini di leadership e mentalità vincente, in virtù della sua sconfinata bacheca. Se da questo punto di vista non sembra aver particolarmente inciso sulla maturità del gruppo giallorosso, peraltro con più di un...

Un’altra lezione di Gattuso a Fonseca: presente e futuro ipotetico della panchina del Napoli

Quando si è in mezzo a una tempesta, bisogna cercare di mantenere il controllo del timone e imbarcare meno acqua possibile, in attesa che il cielo torni sereno. È quello che ha fatto il Napoli che, dopo un periodo passato a giocare tre partite a settimana in preda ad un costante logorio fisico, ha superato l'emergenza infortuni ed ha approfittato di un calendario più umano causa eliminazione dalle coppe per tornare a brillare dal punto di vista dei risultati. Due vittorie in trasferta a San Siro e all'Olimpico prima della sosta, mantenendo la porta inviolata, sono tanta roba per una squadra di cui era stato celebrato il funerale con troppo anticipo e senza dare il giusto peso ad alcune circostanze avverse. In occasione del sacco di Roma contro i giallorossi, Gattuso peraltro si è tolto la soddisfazione di battere uno dei suoi papabili successori sulla panchina azzurra , quel Paulo Fonseca molto stimato, si dice, da De Laurentiis per la dimensione europea che ha dato alla sua R...

Roma, la fascia ha responsabilizzato Pellegrini: l’investitura di Totti è sempre più realtà

Dopo i dolorosi e soffertissimi addii di Totti e De Rossi, la fascia di Capitano della Roma ha faticato a trovare un padrone definitivo passando dal braccio di Alessandro Florenzi, ceduto prima al Valencia e poi al Psg, a quello di Edin Dzeko, degradato di recente dopo il litigio con Paulo Fonseca. La chiusura della parentesi bosniaca in favore di un altro figlio della Lupa come Lorenzo Pellegrini, è stata accolta con un po' di scetticismo nella Capitale: le qualità tecniche del numero 7 giallorosso non sono mai state messe in dubbio se non dai suoi sistematici detrattori, ma la sua personalità e la capacità di prendere per mano la squadra nei momenti importanti è spesso stata piuttosto ondivaga. Oggi però, a quasi due anni di distanza dalla famosa investitura di Totti, che durante la conferenza stampa d'addio come dirigente lo incoronó suo erede e futuro Capitano nonostante la presenza in rosa di Florenzi, Pellegrini sembra sbocciato nelle vesti del giocatore che tutti a Trigo...

Leader, goleador, stakanovista: Mancini si è preso definitivamente la Roma, e le altre big osservano

In mezzo all'emergenza difensiva causata dai contemporanei ko di Ibanez, Kumbulla e Smalling e che ha costretto Paulo Fonseca a chiedere un sacrificio ai vari Spinazzola e Karsdorp nonché a rispolverare l'obsoleto Fazio, la Roma ha potuto ammirare la definitiva maturazione di Gianluca Mancini. Il classe '96 è diventato ormai il leader del reparto arretrato giallorosso, indipendentemente da chi gioca con lui, confermando la crescita costante rispetto agli alti e bassi dello scorso anno, il primo nella Capitale. La svolta è arrivata sicuramente con il passaggio alla difesa a tre , a lui più familiare per i trascorsi a Bergamo e più congeniale per esaltarne le caratteristiche. Curiosamente il suo punto di forza ad oggi è anche il suo punto debole: l'innato senso dell'anticipo , così prezioso per la squadra perché permette un recupero di palla alto e la possibilità di eseguire transizioni veloci, a volte si tramuta in un'eccessiva foga , un'arma a doppio taglio...

Veretout ko, Diawara in ascesa: gioie e dolori a centrocampo per la Roma

La notizia per distacco più nefasta per la Roma che torna da Firenze con tre punti ottenuti più con il carattere che attraverso il gioco, è sicuramente l'infortunio di Jordan Veretout. Il francese si è accasciato durante una rincorsa al connazionale Franck Ribery chiamando subito il cambio; il fatto che sia stato portato a spalla a bordo campo non preannuncia niente di buono in vista degli esami strumentali che verranno effettuati domani. Una tegola pesantissima per Paulo Fonseca che, in caso venisse confermata la diagnosi di lesione al flessore, potrebbe perdere anche per un mese quello che è il capocannoniere della squadra in Serie A con 10 reti. Da un centrocampista che va ko a uno che ha tanta voglia di sentirsi di nuovo importante. Amadou Diawara è stato sinora un comprimario della stagione giallorossa, protagonista sicuramente più per il mancato inserimento in lista contro l'Hellas Verona che ha determinato la sconfitta a tavolino (a tal proposito si aspetta sempre l...

Roma, tutti i numeri del “complesso di inferiorità” con le big del campionato

Roma-Milan sembrava un'occasione propizia per i giallorossi per sfatare finalmente il tabù di vittorie contro le squadre di alta classifica. Non solo una questione di legge dei grandi numeri, bensì l'aver di fronte un avversario sí forte e bisognoso di punti, ma allo stesso tempo apparentemente scalfito nelle sue certezze da due pesanti ko e con alcuni elementi cardine dell'undici tipo lontani dalla migliore condizione. In campo però alla fine ci vanno i giocatori, e Pellegrini e compagnia se ne sono accorti forse un po' tardi, considerando il pessimo approccio che ha permesso ai rossoneri di costruire una pioggia di palle gol nei primi 25'. L'1-2 finale è il quinto ko su otto tentativi contro le rivali dirette , quelle formazioni che ambiscono anch'esse alle posizioni di vertice. Solo in tre circostanze la compagine capitolina è riuscita a strappare un punticino: all'andata nel 3-3 di San Siro contro il team di Pioli, e nei 2-2 casalinghi contro Juven...

La maturazione contro il riscatto: Roma-Milan non è solo uno scontro diretto in chiave Champions

Il posticipo della 24esima giornata di Serie A metterà di fronte domani sera Roma e Milan, entrambe reduci dalle fatiche di Europa League, con la qualificazione agli ottavi raggiunta in maniera piuttosto diversa: la squadra di Fonseca ha archiviato la pratica Braga senza difficoltà, mentre il Milan si è dovuto avvalere della regola dei gol in trasferta per piegare la coriacea Stella Rossa di Dejan Stankovic, uscita imbattuta dai 180' nonostante l'inferiorità numerica patita sia all'andata che al ritorno. Pioli in conferenza stampa ha ricordato come ormai si sia entrati nel momento decisivo della stagione, in cui i punti pesano di più, specie quelli in palio in uno scontro diretto come quello che andrà in scena all'Olimpico. Dopo i ko contro Spezia e Inter, e un pareggio in campo europeo che ha confermato il momentaccio di Ibra e compagni, l'obbligo in casa del Diavolo è quello di riscattarsi per non dover cominciare seriamente a guardarsi le spalle dalle numerosi co...

Roma, Veretout dans l’élite: solo due centrocampisti in Europa meglio di lui

Se avere a disposizione giocatori che svolgono con la stessa efficienza le due fasi è una delle chiavi del successo nel dinamico calcio moderno, uno dei centrocampisti che in Serie A incarna meglio questa virtù è sicuramente Jordan Veretout. Il francese ha una naturale predisposizione a sradicare il pallone dai piedi dell'avversario, e a ciò abbina una visione di gioco più che buona e soprattutto un'eccellente capacità di buttarsi negli spazi e inquadrare la porta con inserimenti letali. È il perfetto prototipo del mediano box to box di cui ogni squadra di Premier League è perennemente alla ricerca, anche se, in maniera del tutto paradossale, la sua avventura inglese ai tempi dell'Aston Villa non fu per niente indimenticabile. Con la doppietta all'Udinese il classe '93 scuola Nantes è salito a quota 9 reti in campionato (di cui 5 su rigore, ma bisogna pur sempre saperli calciare con la sua precisione), diventando il miglior marcatore transalpino della storia della ...

Pau Lopez brilla contro Musso: presente e futuro della porta della Roma?

Se c'è una zona di campo in cui la Roma ha in programma un investimento per rinforzarsi in vista della prossima stagione, sicuramente non può che trattarsi della porta. Mirante infatti è in scadenza di contratto, e Pau Lopez, che si è alternato tra il ruolo di titolare e quello di riserva, non riesce ad avere quella continuità necessaria a garantire sicurezza ad una difesa già di suo molto alta come impostazione tattica. In estate è molto probabile che si prenderanno strade diverse con quello che Petrachi ha reso il portiere più caro della storia giallorossa al momento del suo acquisto dal Betis Siviglia. Contro l'Udinese, nel contesto di una partita in cui non è stato di certo costretto agli straordinari, lo spagnolo ha trovato comunque il modo di mettersi in mostra vincendo in bello stile un uno contro uno davanti a Deulofeu grazie ad una perfetta uscita sui piedi del connazionale: nel frattempo sull'altro lato del campo, Juan Musso, comprensibilmente più impegnato, incas...

Vorrei ma non posso: la Roma perde anche allo Stadium e si conferma piccola con le grandi

Quando il calendario mette la Roma di fronte ad una big del campionato sembra di assistere sempre allo stesso film. Possono cambiare gli antagonisti, cambia magari pure il copione ma il finale è sempre lo stesso. La sceneggiatura dello Stadium ha sicuramente proposto una versione dei giallorossi più presente, più coraggiosa e più continua rispetto agli scivoloni di Napoli, Bergamo e del derby. Ma è giusto chiudere volontariamente un occhio sul risultato riportato dal tabellino, accontentandosi di uno sterile predominio territoriale che ha prodotto due sole conclusioni dalla distanza senza impensierire l'ex di turno Scsczesny? Sentendo le interviste di Fonseca e Pirlo dopo il fischio finale, sembra che abbiano assistito a due partite diverse: il portoghese ha sottolineato con orgoglio la personalità con cui la sua squadra ha costretto il quotato avversario ad un baricentro piuttosto basso pur peccando nella finalizzazione, mentre l'allenatore bianconero ha fatto capire come la s...

Dzeko e Fonseca firmano l’armistizio: la prima vittoria di Tiago Pinto a Roma

Il legame di Edin Dzeko con la Roma ha sempre vissuto sull'altalena delle emozioni tra gol facili sbagliati, reti da antologia, valigie in mano ad ogni sessione di mercato poi puntualmente disfatte ed una fascia da Capitano che è tornata sul braccio di un giocatore straniero come lui dopo più di 20 anni. Mai però il bosniaco aveva avuto problemi con un allenatore prima delle cronache recenti, nonostante una personalità difficile da gestire e quel linguaggio del corpo sempre un po' indolente nelle giornate meno prolifiche. Il duro faccia a faccia post Spezia con Fonseca sembrava il preludio ad una fine ingloriosa della sua avventura nella Capitale, ma a Trigoria la burrasca sembra finalmente aver lasciato il posto a qualche incoraggiante raggio di sole. Dzeko è tornato ad allenarsi da due giorni in gruppo e il suo nome farà di nuovo capolino tra i convocati, pur rimanendo Pellegrini capitano per una questione disciplinare. Una pace di comodo che è merito sicuramente dell'int...

Napoli come Roma, sempre sull’orlo di una crisi di nervi: 180’ posson bastare per discutere Gattuso e Fonseca

Nel panorama del calcio nostrano alcune piazze sono note più di altre per la difficoltà nel mantenere equilibrio nei giudizi di fronte agli immediati responsi del campo: due partite positive sono sufficienti per ambire a traguardi ambiziosi, anche troppo, e due partite negative bastano per mettere in discussione l'operato di tutte le componenti del club. Certe volte questo concetto sfocia nel pregiudizio e nell'alibi per le squadre che nascondono i propri limiti dietro agli isterismi del famigerato "ambiente", ma in altri casi si rivela tristemente vero. E esonerare la guida tecnica ne rappresenta la conseguenza diretta perche cacciare l'allenatore è la scelta più facile, se non l'unica per ottenere una scossa; A Napoli per esempio sono giorni che per la prima volta si riflette con spirito critico sulla permanenza di Gennaro Gattuso, fino a poco tempo fa l'acclamato generale di un gruppo disposto ad andare in guerra ai suoi ordini. Il ko di Supercoppa e la...

Una settimana di ordinaria follia: Fonseca vince e allontana le nubi

Se esiste una squadra capace di trasformare nell a p artit a dell a vit a  l'abbordabile sfida casalinga ad una neopromossa che il calendario ha collocato alle 15 di un Sabato apparentemente anonimo, non può che trattarsi della Roma. I giallorossi vincono all'ultimo respiro al termine di 90' emozionanti e resi più complicati dai tanti errori e dalla fragilità mentale della squadra, incomprensibile soprattutto nei suoi elementi più esperti.  Il 4-3 finale non sarà bello e limpido come quello tra Italia e Germania a Messico '70, ma riscrive il copione del prossimo futuro giallorosso. Il tragico errore di Smalling sembrava il preludio al successivo esonero di Fonseca, ma al tramonto della contesa ci ha pensato Lorenzo Pellegrini, Capitano romano e romanista nonché uno dei "pretoriani" del portoghese che lo ha sempre difeso anche nei momenti poco brillanti, a dare una raffreddata alle fameliche tastiere di chi era pronto a far saltare la testa dell'ex tecnico ...

Dzeko come Papu Gomez? Giallo sull’infortunio e sul rapporto con Fonseca

Esattamente una settimana fa, la Roma veniva considerata dalla stampa più ottimistica una potenziale concorrente per lo Scudetto in virtù della posizione in classifica e del pareggio appena ottenuto con carattere contro l'Inter. Sette giorni dopo, in casa giallorossa regna il caos a seguito del doloroso ko nel derby e dell'imbarazzante eliminazione in Coppa Italia con annesso pasticcio della sesta sostituzione nei tempi supplementari. Sono saltate le teste di Gianluca Gombar e Manolo Zubiria ma le nuvole non si sono affatto diradate sopra Trigoria, anzi. Senza volersi addentrare nelle corpose ricostruzioni dei media della Capitale che in questi giorni hanno finito l'inchiostro raccontando di ammutinamenti, allenamenti sotto accusa, colloqui fiume per discutere la posizione di Fonseca, una delle spine principali nel fianco del tecnico portoghese, la cui posizione in panchina traballa parecchio, sembra essere il rapporto (suo e del suo staff) con Edin Dzeko. Il bosniaco non è...

Dal potenziale riscatto all’umiliazione dentro e fuori dal campo: la Roma e l’incubo Spezia, sei anni dopo

Dallo scioccante approccio che ha permesso ad un incredulo Spezia di trovarsi sullo 0-2 dopo 15' alle clamorose palle gol divorate da Borja Mayoral che avrebbero potuto riscrivere il copione della gara; dai 90 secondi di follia in cui prima Mancini e poi Pau Lopez si fanno espellere all'alba dei supplementari, al gol del prodotto del vivaio di Trigoria Daniele Verde passando per il pallonetto alla Totti di Saponara che fa calare i titoli di coda. Nessun ingrediente, neanche il più insignificante e apparentemente insapore, è mancato nella debacle che vede la Roma arrendersi ai liguri e scrivere una delle pagine più buie dei suoi 94 anni di storia. Nessuna iperbole perché al forte imbarazzo per quanto visto in campo si somma l'aggravante dell'imperdonabile ignoranza del regolamento, a causa della quale nell'extra-time è stata effettuata una sostituzione in più, la sesta, che avrebbe comportato in ogni caso una sconfitta a tavolino. Un errore dilettantesco che è la spi...

“Un’amichevole” senza storia: l’ennesimo capolavoro di Inzaghi contro una Roma senza spina dorsale

La panchina della Lazio in piedi a festeggiare diversi minuti prima del fischio finale, mentre i compagni in campo giocano in disimpegno con un torello quasi da allenamento che vede al centro una Roma annichilita. Queste sono due delle immagini che meglio fotografano il racconto di un derby senza storia come pochi, il primo giocato di Venerdì, il primo dei Friedkin, accolti nella Capitale da Lotito che aveva battezzato con una sconfitta il debutto nel derby anche di Di Benedetto e Pallotta. Finisce 3-0 come nel 2006 e nel 2019, le vittorie con maggiore scarto dei biancocelesti nella stracittadina. Risultato profondamente giusto, che è frutto dell'ennesima lezione tattica di Inzaghi al rivale di turno sulla panchina giallorossa: la Lazio gioca sempre allo stesso modo, Luis Alberto e Milinkovic a inventare per la profondità di Immobile che fa a fette la difesa, ma non si trovano contromisure per arginarla. Un'affermazione maiuscola che dovrebbe fare da preludio al nero su bianco ...

Verso Lazio-Roma, l’handicap di essere favoriti

La prima volta di Venerdì, la prima volta a porte chiuse senza il sostegno e il folklore del pubblico, la prima dei Friedkin al cospetto del veterano Lotito dopo l'esordio perdente dei connazionali Di Benedetto e Pallotta prima di loro. Sarà un derby indubbiamente ricco di significati, a cui è la Roma ad arrivare nella scomoda posizione di favorita stando ai rumores dell'ambiente romano in questa settimana di avvicinamento: non tanto per la migliore posizione in classifica quanto più per la maggiore regolarità nei risultati rispetto ai cugini laziali, penalizzati nella continuità dal dispendio di energie fisiche e mentali che impone la bramata Champions League. Se esiste però una stracittadina che sfugge alla logica del pronostico, senza dubbio è quella di Roma. Non si contano alla memoria dei tifosi più attenti le occasioni in cui la squadra apparentemente meno in forma, più in difficoltà nel rapporto anche quotidiano con la propria tifoseria o, molto semplicemente, più scarsa...

Verso Roma-Inter: Spinazzola recupera, in tempo per rinnovare la sfida a chi non l’ha voluto

Se la Roma è in decollo verso le zone più nobili della classifica, il merito è anche dei suoi esterni che hanno spiccato il volo da quando i giallorossi hanno optato, verso la fine dello scorso campionato, per la difesa a tre. A destra l'insospettabile Karsdorp sta facendo tesoro della seconda chance datagli da Fonseca, mentre a sinistra il treno Spinazzola ogni tanto salta delle fermate a causa di qualche infortunio, ma le sue scorribande sono importanti nell'economia del gioco della squadra persino più di quanto descrivano i numeri (1 gol e 3 assist l'attuale bottino in Serie A).  L'ex Atalanta deve ancora dare il benvenuto al 2021 sul campo, ma ha recuperato in tempo per non mancare alla sfida a suon di sgasate sulla fascia con Achraf Hakimi. Si troverà davanti di nuovo l'Inter, che lo scaricò dopo averlo sedotto esattamente un anno fa facendo saltare uno scambio praticamente definito con Politano per le troppe incognite legate alla sua tenuta fisica. I nerazzurr...

Il 2020 della Roma: Ave, Friedkin!

12 anni senza trofei cominciano ad essere tanti per la pazienza dei tifosi della Roma ma, anche senza invertire la tendenza, questo 2020 ha mostrato segnali promettenti per sperare di dare una rispolverata alla bacheca in un futuro prossimo. Soprattutto a livello societario, perché dopo mesi di trattative nel mezzo di una pandemia che ha cambiato i termini economici dell'affare, si è chiusa l'era di James Pallotta (a proposito di digiuno di vittorie) con il passaggio di consegne alla famiglia Friedkin. Difficile immaginare in un contesto di austerity investimenti di primo piano a breve termine, ma il progetto di crescita è chiaro e la costante presenza di Dan e Ryan al seguito della squadra è già un forte segno di discontinuità rispetto alla precedente gestione. In campo invece è sfumata per il secondo anno consecutivo la qualificazione ai gironi di Champions League che avrebbe dato un po' di ossigeno al bilancio più rosso che giallo, ma sono state gettate le basi per l...