Passa ai contenuti principali

Un’altra lezione di Gattuso a Fonseca: presente e futuro ipotetico della panchina del Napoli

Quando si è in mezzo a una tempesta, bisogna cercare di mantenere il controllo del timone e imbarcare meno acqua possibile, in attesa che il cielo torni sereno. È quello che ha fatto il Napoli che, dopo un periodo passato a giocare tre partite a settimana in preda ad un costante logorio fisico, ha superato l'emergenza infortuni ed ha approfittato di un calendario più umano causa eliminazione dalle coppe per tornare a brillare dal punto di vista dei risultati. Due vittorie in trasferta a San Siro e all'Olimpico prima della sosta, mantenendo la porta inviolata, sono tanta roba per una squadra di cui era stato celebrato il funerale con troppo anticipo e senza dare il giusto peso ad alcune circostanze avverse.
In occasione del sacco di Roma contro i giallorossi, Gattuso peraltro si è tolto la soddisfazione di battere uno dei suoi papabili successori sulla panchina azzurra, quel Paulo Fonseca molto stimato, si dice, da De Laurentiis per la dimensione europea che ha dato alla sua Roma e anche per un certo savoir faire a livello comunicativo. Un successo mai in discussione considerata l'evidente superiorità partenopea nel primo tempo, e che "aggrava" il bilancio degli scontri diretti tra i due allenatori: considerando il 4-0 dell'andata e il 2-1 dello scorso anno al fu San Paolo, Gattuso conduce con un eloquente 8-1 sul collega portoghese.
"Ringhio Star" lascerà Napoli a fine stagione a causa di un rapporto ormai consumato con ambiente e società, ma si potrebbe tranquillamente parlare di un paradosso se venisse rimosso in favore di un tecnico, indubbiamente bravo, ma che ha sempre perso il confronto a distanza a suon di lavagne tattiche e input motivazionali.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il 2020 del Milan: Ibra e Pioli guidano una rinascita attesa da tempo

Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

Roma, stagione finita per Kumbulla: il giudizio sull’albanese sospeso fino al prossimo anno

Ogni volta che i giocatori rispondono alla chiamata delle proprie Nazionali, ai rispettivi club di appartenenza spetta il compito di accendere un cero nella speranza che tornino indietro integri e arruolabili. Spesso non è sufficiente, e stavolta (non la prima, Zaniolo insegna) è stata la Roma a pagare il prezzo più alto. Neanche il tempo di mettersi alla prova contro l'Inghilterra nella seconda gara di qualificazione a Qatar 2022, che Marash Kumbulla ha accusato un dolore al ginocchio destro durante Andorra-Albania che non lo ha costretto a lasciare il campo, ma si è ripresentato dopo la partita. Una volta tornato nella Capitale, gli esami strumentali hanno evidenziato la lesione del menisco esterno: per il momento l'intervento chirurgico è stato scongiurato in favore della terapia conservativa, ma in ogni caso la stagione dell'ex Hellas Verona è già finita. Un primo anno in giallorosso sicuramente probante per il centrale albanese, che tra il Covid e gli infortuni non ha ...

Napoli, a caccia della prima vittoria italiana ad Alkmaar: i gioielli dell’Az in vetrina

Dopo il perentorio 4-0 rifilato alla Roma nella notte della vera celebrazione del ricordo di Diego Armando Maradona, per il Napoli è tempo di pensare nuovamente all'Europa League. C'è una qualificazione da conquistare e una sconfitta da vendicare, quella dell'andata in casa contro l'Az Alkmaar, l'unica che al momento ha sporcato il percorso nel girone. Gli olandesi si presentarono a Napoli con qualche defezione causa Covid, ma riuscirono a portare a casa i tre punti con una prestazione molto accorta e cinica. Gattuso ha messo tutti in guardia sulle caratteristiche dell'avversario: "L'Az in Europa gioca un calcio diverso da quello che fa in Olanda, molto più spregiudicato. Credo che domani vedremo una gara diversa da quella dell'andata" . L'aria dell'AFAS Stadion potrebbe infatti incoraggiare gli uomini di Arne Slot a giocare più a viso aperto, sia per la necessità di vincere, sia perché i precedenti casalinghi contro formazioni italiane...