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La Fiorentina gioca alla roulette russa: talento e dannazione, le due anime di Kokorin

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Finalmente Juventus-Napoli: le quote della Supercoppa Italiana

Da Aurelio De Laurentiis era arrivata la proposta provocatoria di rinviare a tempi migliori la disputa della Supercoppa, cogliendo la palla al balzo delle positività riscontrate a Torino, ma alla fine Juventus-Napoli andrà in scena al Mapei Stadium di Reggio Emilia. Con buona pace delle Asl, il primo confronto stagionale tra gli ex campioni d'Italia e d'Europa col Milan e del mondo con l'Italia, Andrea Pirlo e Gennaro Gattuso, stavolta avrà luogo. Le due squadre ci arrivano con stati d'animo decisamente contrapposti: i bianconeri sono reduci da un cocente ko nel derby d'Italia mentre gli azzurri hanno fatto il pieno di autostima dopo le sei reti rifilate alla Fiorentina. Tre i precedenti tra le formazioni per aggiudicarsi il trofeo, con due successi partenopei (1990 e 2014) e uno juventino (2012). I betting analysts comunque non si fidano né della tradizione sfavorevole né del momento molto delicato che sta attraversando la Vecchia Signora; la Juventus resta favori

Mandzukic e la 9 del Milan: “mister No Good” per sfatare il tabù

Mario Mandzukic è ufficialmente un nuovo giocatore del Milan. 6 mesi di contratto per l'ex Juve, idolo della tifoseria bianconera che gli ha dedicato anche un comunicato di "saluto", con opzione per rimanere in rossonero un altro anno. Senza indugi il centravanti croato ha scelto la maglia numero 9 che neanche Ibra ha deciso di indossare, di certo non per mancanza di personalità. Un girone intero quindi a sua disposizione per fare meglio dei suoi predecessori, anche illustri, che sono inciampati nella "maledizione" del numero nove al Milan. È dal 2012 che il fantasma di Pippo Inzaghi perseguita gli audaci che cercano di seguire, con risultati modestissimi, le sue orme: chi per oggettivi limiti tecnici come Matri (1 gol in 15 presenze), Destro (3 gol in 15 presenze) e Lapadula (8 gol in 27 presenze); chi perché non si è dimostrato all'altezza del salto di qualità come Luiz Adriano (4 gol in 26 presenze), André Silva (2 gol in 24 presenze) e Krzysztof Piatek (

Dal potenziale riscatto all’umiliazione dentro e fuori dal campo: la Roma e l’incubo Spezia, sei anni dopo

Dallo scioccante approccio che ha permesso ad un incredulo Spezia di trovarsi sullo 0-2 dopo 15' alle clamorose palle gol divorate da Borja Mayoral che avrebbero potuto riscrivere il copione della gara; dai 90 secondi di follia in cui prima Mancini e poi Pau Lopez si fanno espellere all'alba dei supplementari, al gol del prodotto del vivaio di Trigoria Daniele Verde passando per il pallonetto alla Totti di Saponara che fa calare i titoli di coda. Nessun ingrediente, neanche il più insignificante e apparentemente insapore, è mancato nella debacle che vede la Roma arrendersi ai liguri e scrivere una delle pagine più buie dei suoi 94 anni di storia. Nessuna iperbole perché al forte imbarazzo per quanto visto in campo si somma l'aggravante dell'imperdonabile ignoranza del regolamento, a causa della quale nell'extra-time è stata effettuata una sostituzione in più, la sesta, che avrebbe comportato in ogni caso una sconfitta a tavolino. Un errore dilettantesco che è la spi

Juventus, l’agonia del centrocampo tra presente e passato

Come se non bastasse perdere il derby d'Italia con un secco 2-0, le espressioni sorridenti e soddisfatte degli ex Antonio Conte e Arturo Vidal sono state il sale sulle ferite di una Juventus cancellata dal campo come si fatica a ricordare negli ultimi dieci anni di Serie A. In particolare il gol del cileno, con uno spietato inserimento in area quasi nostalgico dei fasti bianconeri, unito allo strapotere di un Barella atleticamente dominante, ha messo a nudo gli evidenti limiti del centrocampo della Vecchia Signora. Prendersela con un reparto solo in una prestazione così povera di contenuti tattici e agonistici come quella della squadra di Pirlo, è limitativo; ma il confronto con gli omologhi nerazzurri è stato impietoso, la chiave del successo dell'Inter. Che siano finiti i tempi in cui uno tra Pogba, Marchisio e gli stessi Pirlo e Vidal doveva accomodarsi in panchina a causa della troppa abbondanza non è un mistero, ma Paratici non aveva messo in conto di dover rimpiangere il

Luci a San Siro per il derby d’Italia: le quote di Inter-Juventus

Conte che ritrova la Juventus, Pirlo che a sua volta ritrova Conte, l'uomo che per sua ammissione lo ha invogliato a intraprendere il percorso da allenatore, in parole povere il suo...maestro. Sarà un Inter-Juventus ricco di temi, come se non bastassero le motivazioni di classifica e la tradizionale attesa che porta con sè il derby d'Italia, uno degli appuntamenti cerchiati in rosso nel calendario di Serie A. I nerazzurri devono riscattare la sconfitta di Genova e il 2-2 dell'Olimpico contro la Roma che hanno interrotto una serie di 8 vittorie consecutive, mentre i bianconeri hanno iniziato il nuovo anno con tre successi consecutivi; entrambe però sono reduci dal passaggio del turno in Coppa Italia, passando dalla dispendiosa gogna dei supplementari rispettivamente contro Fiorentina e Genoa. Conte non è ancora riuscito a sfatare il tabù del suo passato juventino, dopo aver rimediato due ko lo scorso anno quando c'era ancora Maurizio Sarri sulla panchina avversaria. Le q

“Un’amichevole” senza storia: l’ennesimo capolavoro di Inzaghi contro una Roma senza spina dorsale

La panchina della Lazio in piedi a festeggiare diversi minuti prima del fischio finale, mentre i compagni in campo giocano in disimpegno con un torello quasi da allenamento che vede al centro una Roma annichilita. Queste sono due delle immagini che meglio fotografano il racconto di un derby senza storia come pochi, il primo giocato di Venerdì, il primo dei Friedkin, accolti nella Capitale da Lotito che aveva battezzato con una sconfitta il debutto nel derby anche di Di Benedetto e Pallotta. Finisce 3-0 come nel 2006 e nel 2019, le vittorie con maggiore scarto dei biancocelesti nella stracittadina. Risultato profondamente giusto, che è frutto dell'ennesima lezione tattica di Inzaghi al rivale di turno sulla panchina giallorossa: la Lazio gioca sempre allo stesso modo, Luis Alberto e Milinkovic a inventare per la profondità di Immobile che fa a fette la difesa, ma non si trovano contromisure per arginarla. Un'affermazione maiuscola che dovrebbe fare da preludio al nero su bianco