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Visualizzazione dei post con l'etichetta Champions League

Alla Roma il compito (ingrato) di difendere i colori italiani in Europa: può arrivare in fondo all’Europa League?

A dispetto delle opinioni personali trasformate in verità universali da una parte del giornalismo sportivo nostrano (ogni riferimento a un quotidiano di colore rosa è puramente casuale..), è la Roma la portabandiera dei colori italiani in Europa . All'indomani dell'uscita di scena a testa alta del Milan contro il Manchester United, con Juventus, Atalanta e Lazio che erano già cadute nella trincea degli ottavi di Champions, i giallorossi, piaccia o meno, sono gli unici superstiti del nostro calcio ancora in gioco in campo internazionale. L'unica speranza sia in termini di ranking Uefa, sia per non esacerbare i toni del processo contro i mali strutturali del nostro movimento calcistico che non gode di buona salute. La squadra di Fonseca ha le spalle larghe per sopportare una responsabilità così grande? L'urna di Nyon ha regalato l'Ajax, un incrocio che promette spettacolo all'insegna di idee di gioco offensive e dello scarso interesse a speculare sugli errori avve...

Sorteggi Champions League: spicca Bayern-Psg, la rivincita della finale dello scorso anno

Non c'erano squadre italiane presenti nell'urna, ma questo già si sapeva dopo le eliminazioni di Juventus, Atalanta e Lazio agli ottavi; il nostro calcio ha fatto da spettatore con un po' di amarezza e nostalgia al sorteggio dei quarti di finale di Champions. Nel tabellone che mette una contro l'altra le migliori otto d'Europa, spicca sicuramente la rivincita della finale dello scorso anno tra il Bayern e il Psg, decisa da un gol di Kingsley Coman. La corazzata bavarese, campione d'Europa e del mondo, si misura di nuovo contro Mbappé e Neymar, che nel frattempo hanno cambiato guida tecnica passando da Thomas Tuchel a Mauricio Pochettino. Molto affascinante anche la riedizione delle finali 2018 e 2019 tra due formazioni titolatissime come Real Madrid e Liverpool, mentre i carnefici bianconeri del Porto affronteranno il Chelsea. Il quadro completo dei quarti di finale: Manchester City-Borussia Dortmund Porto-Chelsea Bayern Monaco-Paris Saint-Germ...

Alla scoperta dell’Europa Conference League: la terza competizione UEFA che debutterà il prossimo anno

Se ne parla ancora poco, ma dalla prossima stagione la Champions e l'Europa League verranno affiancate da una sorella minore, la neonata Conference League, una sorta di ibrido tra la vecchia Coppa delle Coppe e il defunto Intertoto. Una competizione pensata dalla Uefa per facilitare l'accesso alle coppe da parte delle squadre di tutte e 55 le federazioni affiliate, comprese quelle di minore rilevanza calcistica, e per aumentare la competitività dell'Europa League, che passerà da 48 a 32 partecipanti nella fase a gironi. Come funzionerà questo nuovo torneo? Dopo tre turni di qualificazione e un play-off, inizierà la fase a gironi con 32 squadre divise in otto gironi da quattro. Le otto vincitrici dei gironi si qualificheranno per gli ottavi, mentre le otto seconde affronteranno le otto terze dei gironi di Europa League, ovviamente in gara di andata e ritorno. Nessuna squadra sarà automaticamente qualificata alla fase a gironi . Oltre alle 22 squadre che otterranno il pass tr...

Ai piedi di “Karim The Dream”: con questo Benzema al Real non serve Cristiano

Nella gloriosissima storia del Real Madrid solamente tre centravanti sono stati in grado di mantenersi al centro dell'attacco delle merengues per almeno dieci anni: due sono leggende assolute del club e rispondono al nome di Alfredo Di Stefano e Raul Gonzalez Blanco, mentre il terzo, probabilmente anche per una propensione caratteriale a lasciare agli altri l'onore delle copertine, ha a lungo faticato a fare breccia nel cuore dell'esigente tifo madridista, in maniera diametralmente opposta alla considerazione altissima di tutti gli allenatori che lo hanno avuto ai loro ordini. Si tratta ovviamente di Karim Benzema, l'attuale faro offensivo della squadra di Zidane. Anche ieri la punta franco-algerina ha timbrato il cartellino contro l'Atalanta, approfittando del regalo di Sportiello e del cioccolatino di Modric per siglare una rete che gli ha permesso di diventare il terzo giocatore a segnare in Champions League per 17 anni di fila insieme a Raul e Messi, al quinto ...

A star is born: Musiala, il gioiello del Bayern legato a filo doppio a Bellingham

"Thomas Muller chi?" . È divertente provare ad immaginare le reazioni euforiche di parenti e amici di Jamal Musiala, al triplice fischio di un ottavo di finale di Champions in cui il gioiello classe 2003 si è trovato a sostituire il campione tedesco, ai box causa Coronavirus, segnando il gol del momentaneo 2-0 del suo Bayern Monaco all'Olimpico. Una rete che gli ha permesso di diventare per una sera l'uomo (anzi l'adolescente, visto che compirà 18 anni tra due giorni) sulla bocca di tutti, nonostante il suo enorme talento si fosse già notato nella massima competizione europea (aveva già giocato titolare in casa dell'Atletico Madrid) e in Bundesliga, dove ha raccolto 16 presenze con tre esultanze al suo attivo. Il tecnico Hansi Flick lo considera un'opzione all'altezza dei big di cui dispone in rosa e non è un caso che sia diventato il più giovane esordiente in massima serie nella storia di un club glorioso come quello bavarese. La Lazio nel destino ver...

Mbappé e Haaland, il futuro è già qui: chi ha il talento per opporsi ad un nuovo duopolio?

L'andata degli ottavi di finale non si è neanche conclusa, ma il primo rush di partite che ha inaugurato l'attesa fase ad eliminazione diretta della Champions League sembra già aver emesso dei verdetti, sancendo un ideale passaggio di consegne tra i protagonisti del calcio europeo di oggi e quelli di domani. Mentre Messi e Ronaldo, vincitori di 11 delle ultime 12 edizioni del Pallone d'oro, uscivano dal campo sconfitti e nervosi, confinati ad un ruolo di attori secondari così lontano dalle loro abitudini da divi, Kylian Mbappé ed Erling Braut Haaland ne approfittavano per consacrare ancora di più, se ce ne fosse bisogno, la loro stella nel firmamento. Tripletta per il francese in un tempio solenne come il Camp Nou (solo Shevchenko ci era riuscito prima nella massima competizione europea), doppietta il giorno dopo per il norvegese, stimolato a suo dire dalle gesta dell'ex Monaco. L'interrogativo che ci si deve porre oggi non è se sono loro due gli eredi designati del...

Il Barça non c’è più, nobile decaduta del calcio europeo: la Masia è l’unica strada per tornare nell’Olimpo

L'8 Marzo del 2017 il Barcellona scriveva una delle pagine più leggendarie della sua storia personale e di quella del calcio europeo, completando una rimonta ai limiti dell'impossibile ai danni del Paris Saint-Germain con un 6-1 che fece tremare le fondamenta di un Camp Nou ribollente. Quattro anni dopo, contro lo stesso avversario e nello stesso stadio, anche se per l'occasione desolatamente silenzioso, uno strepitoso Kylian Mbappè passeggia sulle macerie di una squadra iconica e rivoluzionaria ai tempi della sua versione migliore. Gli sguardi persi nel vuoto dei senatori Piquè e Busquets sono la diapositiva dello smarrimento del mondo culè , benché rappresentino soltanto un deja-vu delle numerose figuracce all'interno delle ultime campagne europee di Messi e compagni. Proprio lui, il Diez, con quel linguaggio del corpo rassegnato, ansioso di voltare pagina e rescindere il cordone ombelicale che lo lega da vent'anni ai colori blaugrana. Se il presente è contraddist...

Juventus, Morata sente aria di casa: ma la partenza sprint non è una novità assoluta

Si sa quanto sentirsi a casa possa condizionare le prestazioni di un calciatore. Tornare nel posto che magari non è il tuo luogo di nascita ma che ha fatto da scenario di fondo al tuo passaggio esistenziale da ragazzo a uomo, e sentirsi protetti da un ambiente che non mette in discussione le tue capacità fa una grande differenza; perché è la testa a far muovere le gambe e a mettere in moto il talento.  È quello che sostanzialmente sta accadendo ad Alvaro Morata, che ha iniziato col botto la sua seconda vita in maglia Juventus. Con la doppietta di ieri in casa del Ferencvaros lo spagnolo ha già segnato sei reti, più altre sei annullate a causa del Var per una questione di centimetri, in sole sette presenze. Niente male per un giocatore che, questo è innegabile, è tornato a vestire il bianconero dopo le fumate nere arrivate sui fronti Suarez e Dzeko. Tutti si chiedono se sia arrivato il momento della definitiva maturazione di un attaccante che ha spesso dato la sensazione di "accont...

Alla scoperta del Ferencvaros, la cenerentola pronta a concedere la rivincita alla Juve

Ben 55 anni dopo, il cammino europeo di Ferencvaros e Juventus si intreccia di nuovo. Stagione 1964/1965, Coppa delle Fiere; la finale mette di fronte proprio le due compagini, con i bianconeri, a caccia del primo successo fuori dai confini nazionali, che arrivano da favoriti anche per la cornice dello Stadio Olimpico di Torino che ospita l'ultimo atto. La formazione di Budapest però ha fatto fuori durante il suo percorso tra le altre Roma e Manchester United e beneficia della turbolenta vigilia juventina, segnata dall'esclusione della stella Omar Sivori a causa dei rapporti difficili col tecnico Heriberto Herrera. Finirà 0-1 a sorpresa, per quello che ad oggi rimane l'unico storico alloro di una squadra ungherese in campo europeo. Che insidia rappresenta invece oggi il Ferencvaros per gli uomini di Pirlo?  Il calcio e i rapporti di forza sono molto cambiati da quella amara finale, per l'intero movimento magiaro in particolare sia a livello di club che di Nazionale. Att...

“La peggior Juve che si ricordi” secondo Marca: la prima batosta di Pirlolandia fa rumore

Nonostante l'assenza di Cristiano Ronaldo e quella del pubblico sugli spalti che in questo tipo di partite è sempre un fattore determinante, la sfida di ieri sembrava il contesto ideale per veder sbocciare la nuova Juventus di Andrea Pirlo: soprattutto perché contro c'era una squadra blasonata e stimolante da affrontare, ma reduce da un tonfo casalingo nel  Clasico  contro un avversario altrettanto convalescente e ormai scevra di quell'aura di imbattibilità di cui il Barcellona si è fatto forte per anni.  Eppure il giorno dopo lo 0-2 dell'Allianz Stadium ci si ritrova a parlare di un divario ancora più pesante di quanto il risultato finale non abbia descritto, nonostante gli estemporanei gol annullati allo scalognato Morata. Ansu Fati a tempo quasi scaduto ha sbagliato per un eccesso di presunzione una terza rete che ai blaugrana non cambia niente, ma non incendia i toni di un processo ai danni della Vecchia signora che, giustamente, è già partito.  Marca , che è gio...

Verso Juve-Barça: Arthur e Pjanic, partenze a rilento a confronto

In attesa che l'esito auspicabilmente negativo del tampone di Cristiano Ronaldo permetta al portoghese di coronare la sua corsa contro il tempo per non mancare l'appuntamento contro il rivale di sempre Leo Messi, Juventus-Barcellona sarà la sfida di Arthur e Pjanic. La trattativa che ha coinvolto i due centrocampisti, conclusa ben prima dell'apertura ufficiale del calciomercato, ha fatto parecchio discutere non solo per le valutazioni tecniche strettamente legate al campo, ma anche per i risvolti economici che hanno permesso di mettere a bilancio significative plusvalenze in un momento storico non facile per i conti dei club.  Il bosniaco ad oggi ha giocato la miseria di 27 minuti in Liga a cui si aggiunge l'apparizione in Champions League contro i modesti ungheresi del Ferencvaros; durante il  Clasico  ha osservato per 90' dalla panchina i suoi compagni naufragare sotto i colpi del Real Madrid. Il Covid che gli ha fatto saltare una parte della preparazione è la giu...

Quando vincere il triplete non basta: Perisic e l’Inter in cerca di un nuovo addio

Quando prendi un allenatore come Antonio Conte, sai bene che affinché il rapporto funzioni in maniera proficua è necessario che venga accontentato in ogni sua richiesta; e se non lo sai, ne fai le spese sulla tua pelle durante la stagione, come ha fatto l'Inter che ha dovuto incassare più di uno sfogo sopra le righe da parte del suo tecnico. Questo vale per la società e per i dirigenti, che devono seguire i suoi diktat sul mercato, ma anche per i giocatori, che devono avere dal momento in cui mettono piede ad Appiano l'atteggiamento da lui preteso e soprattutto essere funzionali al suo stringente credo calcistico. Accade così, che dopo i mesi difficili passati da Eriksen dal suo arrivo a Milano, un esterno fresco campione d'Europa (e finalista di un Mondiale solo due anni fa), torni alla base per fine prestito con un triplete appena depositato in bacheca, senza poter trovare una reale sistemazione in squadra. Appare molto difficile infatti che Ivan Perisic possa convincere ...

L’incredibile storia di Coman: dall’idea del ritiro al gol che vale il tetto d’Europa

Nel contesto di un Bayern Monaco che (stra)vince la sua sesta Champions League e colleziona il secondo triplete in soli sette anni, il più felice di tutti è sicuramente il match winner della finale, il francese Kingsley Coman. Che ha una storia particolarissima: quella di un predestinato a cui la buona sorte stava per voltare le spalle, ma che ha deciso di non mollare ed è arrivato a decidere una finale europea contro il suo primo amore, il club della sua infanzia e della sua adolescenza.  Coman esordisce tra i professionisti del Paris Saint-Germain giovanissimo, a soli 16 anni, in occasione della trasferta di Sochaux, quando sulla panchina dei parigini siedeva ancora Carlo Ancelotti. Farà presto le valigie dalla Capitale francese, diventando uno dei primi (e tantissimi) talenti provenienti dal vivaio che la nuova proprietà qatariota si è dimostrata incapace di trattenere nonostante un utilizzo precoce in prima squadra per molti di loro. A fiutare l'affare a parametro zero è la ...

Champions League, atto finale: storie che si incrociano in Psg-Bayern

Cinque Champions a zero, l'insaziabile sete di celebrare una volta di più la propria grandezza contro il desiderio di affermarsi definitivamente nell'elite dei top club dopo un decennio di investimenti massicci, la finale in programma questa sera tra Bayern e Psg sarà anche questo. Una sfida che propone un numero interessante di incroci, a partire da quello più curioso se lo si guarda dalla prospettiva del calcio italiano, ovvero il rendez-vous tra Mauro Icardi e Ivan Perisic. Due epurati dell'Inter che si contenderanno l'atto conclusivo della massima competizione europea, con uno stato d'animo piuttosto diverso. Il croato ha soffiato il posto a Coman nel corso delle Final Eight e potrebbe partire titolare anche contro i parigini, nonostante il suo riscatto da parte del Bayern continui ad essere in bilico in maniera del tutto singolare. L'argentino invece dopo una brutta prestazione contro l'Atalanta è retrocesso nelle gerarchie complice il ritorno di Mba...