In attesa che l'esito auspicabilmente negativo del tampone di Cristiano Ronaldo permetta al portoghese di coronare la sua corsa contro il tempo per non mancare l'appuntamento contro il rivale di sempre Leo Messi, Juventus-Barcellona sarà la sfida di Arthur e Pjanic. La trattativa che ha coinvolto i due centrocampisti, conclusa ben prima dell'apertura ufficiale del calciomercato, ha fatto parecchio discutere non solo per le valutazioni tecniche strettamente legate al campo, ma anche per i risvolti economici che hanno permesso di mettere a bilancio significative plusvalenze in un momento storico non facile per i conti dei club.
Il bosniaco ad oggi ha giocato la miseria di 27 minuti in Liga a cui si aggiunge l'apparizione in Champions League contro i modesti ungheresi del Ferencvaros; durante il Clasico ha osservato per 90' dalla panchina i suoi compagni naufragare sotto i colpi del Real Madrid. Il Covid che gli ha fatto saltare una parte della preparazione è la giustificazione firmata da Koeman per il suo inserimento difficoltoso, ma la stampa catalana ha già cominciato ad andarci giù pesante nei confronti di un acquisto che aveva destato molti dubbi ancora prima di indossare la sua nuova camiseta.
Minutaggio superiore per il brasiliano Arthur invece che sta patendo in questo inizio in bianconero il passaggio dal calcio spagnolo a quello italiano e il fatto che la Juve sia ancora un cantiere aperto alla ricerca di una precisa identità. Pirlo ha dichiarato che ci vorrà tempo, perché l'ex Gremio al Camp Nou era abituato a giocare corto e semplice, e contro il Verona una certa mancanza di verticalità nel suo gioco si è notata.
Caccia alla svolta nella partita dell'Allianz Stadium, ma il fatto che nessuno dei due sia affatto certo di una maglia da titolare, testimonia la partenza a rilento di entrambi.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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