Dopo aver fatto il pieno di autostima grazie ai 5 gol rifilati al Benevento Domenica, la Roma è pronta ad aprire le danze anche in Europa. Per la trasferta di Berna contro l'insidioso Young Boys, Fonseca ricorrerà a un corposo turnover con l'intento principale di dare respiro a un attacco tecnicamente splendido ma un po' in là con gli anni per sostenere tre partite a settimana (Dzeko e Mkhitaryan hanno capitanato anche le rispettive Nazionali durante la sosta).
Se Pedro, entrato con grande rapidità nel cuore dei suoi nuovi tifosi, si "contende" un posto in panchina in vista del Milan col partner in crime armeno, pressoché sicuri di una maglia da titolare sono i connazionali Carles Perez e Gonzalo Villar. L'ex esterno del Barcellona dopo un inizio di stagione frenato dalla positività al Covid, reclama lo spazio che merita ed è reduce dal punto esclamativo messo contro la squadra di Pippo Inzaghi con una travolgente azione personale che ha ricordato a molti il tipico marchio di fabbrica del lungodegente Zaniolo; ancora più curiosità desta la prestazione del prodotto del vivaio del Valencia, che dopo aver impressionato tutti negli spezzoni che gli sono stati concessi con la sua qualità tecnica e la sua visione di gioco, è atteso da una prova di maturità dal 1'.
Non è finita qui perché la colonia spagnola della Roma sul sintetico dello Stade de Suisse sarà arricchita da Borja Mayoral, all'esordio da titolare, e da Pau Lopez.
In particolare per il portiere ex Betis questa sarà una partita da non fallire, avendo perso il posto da titolare a favore di Mirante in seguito al vortice di amnesie e insicurezze che lo ha inghiottito dopo l'errore nel derby del girone di ritorno dello scorso campionato.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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