Nonostante la preoccupazione che si respira, specie in Lombardia, per l'emergenza Covid, nonostante l'assenza penalizzante dei tifosi e le defezioni che colpiscono le due squadre, l'attesa cresce febbrile per il derby di Milano. Uno dei duelli individuali più esaltanti della stracittadina meneghina sarà sicuramente quello che vedrà coinvolti Achraf Hakimi e Theo Hernandez.
Due interpreti moderni del ruolo di esterno a tutta fascia, capaci di fare la differenza in zona offensiva anche più dei compagni che partono diversi metri più avanti di loro come raggio d'azione. Il passato al Real Madrid è il loro minimo comun denominatore, con i blancos che non si sono fatti molti problemi, tra lo stupore generale, a monetizzare la cessione di due talenti di questo calibro. Theo è stato il primo a lasciare il Santiago Bernabeu, dove non si è mai realmente imposto, lui che era cresciuto nel vivaio dell'Atletico insieme al fratello Lucas. Al Milan però si è lasciato alle spalle anche qualche leggerezza extracampo folgorando prima Maldini (che lo ha preso a 20 milioni, un vero affare) e poi i suoi nuovi tifosi con le sue dirompenti galoppate in grado di spezzare le linee nemiche.
Doti atletiche che Madre Natura ha voluto regalare anche ad Hakimi che dopo aver doppiamente castigato l'Inter in Champions League con il Borussia, ora vuole ricompensarla dopo aver compiuto il salto della barricata. L'impatto con la nuova realtà è stato eccellente, il marocchino sembra nato per giocare nel 3-5-2 di Conte e ha voglia di scaricare il contachilometri al suo primo grande appuntamento con i nuovi colori.
Difficile prevedere chi risulterà vincitore, ma lo spettacolo sulla loro corsia è destinato a non mancare.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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