Nonostante l'assenza di Cristiano Ronaldo e quella del pubblico sugli spalti che in questo tipo di partite è sempre un fattore determinante, la sfida di ieri sembrava il contesto ideale per veder sbocciare la nuova Juventus di Andrea Pirlo: soprattutto perché contro c'era una squadra blasonata e stimolante da affrontare, ma reduce da un tonfo casalingo nel Clasico contro un avversario altrettanto convalescente e ormai scevra di quell'aura di imbattibilità di cui il Barcellona si è fatto forte per anni.
Eppure il giorno dopo lo 0-2 dell'Allianz Stadium ci si ritrova a parlare di un divario ancora più pesante di quanto il risultato finale non abbia descritto, nonostante gli estemporanei gol annullati allo scalognato Morata. Ansu Fati a tempo quasi scaduto ha sbagliato per un eccesso di presunzione una terza rete che ai blaugrana non cambia niente, ma non incendia i toni di un processo ai danni della Vecchia signora che, giustamente, è già partito.
Marca, che è giornale spagnolo comunque più vicino al Real Madrid e quindi "incline" a ridimensionare i successi del Barça, ha commentato "la peggiore Juve che ci si ricordi": un giudizio molto severo ma effettivamente si fa fatica a ricordare i bianconeri sconfitti in casa per una tale manifesta inferiorità, specie in una fase ancora iniziale del torneo.
Il calcio "liquido" che ha in mente Pirlo fatica ad uscire dalla sua testa e dalla sua famosa tesi di Coverciano ma a Torino sono consapevoli che, sebbene una rivoluzione come quella annunciata in estate necessiti pazienza, il tempo scorre inesorabile se ti chiami Juventus e hai vinto sul campo 2 sole partite ufficiali su 7.
Ogni volta che i giocatori rispondono alla chiamata delle proprie Nazionali, ai rispettivi club di appartenenza spetta il compito di accendere un cero nella speranza che tornino indietro integri e arruolabili. Spesso non è sufficiente, e stavolta (non la prima, Zaniolo insegna) è stata la Roma a pagare il prezzo più alto. Neanche il tempo di mettersi alla prova contro l'Inghilterra nella seconda gara di qualificazione a Qatar 2022, che Marash Kumbulla ha accusato un dolore al ginocchio destro durante Andorra-Albania che non lo ha costretto a lasciare il campo, ma si è ripresentato dopo la partita. Una volta tornato nella Capitale, gli esami strumentali hanno evidenziato la lesione del menisco esterno: per il momento l'intervento chirurgico è stato scongiurato in favore della terapia conservativa, ma in ogni caso la stagione dell'ex Hellas Verona è già finita. Un primo anno in giallorosso sicuramente probante per il centrale albanese, che tra il Covid e gli infortuni non ha ...

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