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Lozano come Luis Alberto e Dzeko: quando i giudizi non possono essere definitivi dopo una stagione

Ci sono giocatori capaci di far innamorare subito i tifosi senza il fisiologico periodo di adattamento utile a chi viene dall'estero, e chi fatica per mesi per problemi di ambientamento legati alla lingua, ad un calcio diverso da quello a cui erano abituati, e magari per il contesto di una squadra che fa fatica a prescindere dalle loro prestazioni. 
In questa seconda categoria rientra sicuramente Hirving Lozano, a proposito del quale in molti pensavano che i soldi spesi per prelevarlo dal Psv Eindhoven fossero da considerare irrimediabilmente un investimento fallimentare. Dopo una stagione sicuramente difficile, il messicano ha illuminato il San Paolo con due doppiette consecutive lasciandosi alle spalle, grazie alla fiducia del suo allenatore, problemi ben conosciuti: dagli equivoci tattici sulla sua esatta posizione in campo con Ancelotti, alle turbolenze all'interno dello spogliatoio che non hanno facilitato il suo inserimento. 
Non è raro che in Serie A vengano sputate sentenze definitive su calciatori bisognosi di tempo per dare sfoggio delle loro qualità. Nella metà giallorossa della Capitale, furono più le prese in giro per gli errori di mira che non i gol di Dzeko durante al primo anno alla Roma, mentre sponda Lazio Luis Alberto ha rivelato di aver fatto un pensiero al ritiro prima che Inzaghi rivitalizzasse motivazioni e capacità di un oggetto fino ad allora misterioso: oggi sono fondamentale ago della bilancia per le fortune delle rispettive squadre. Anche Gattuso si augura che il Chucky possa diventare un simile riferimento tecnico, salutando a suon di gol gli scettici che volevano vederlo lontano da Napoli questa estate. 

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