Ci sono giocatori capaci di far innamorare subito i tifosi senza il fisiologico periodo di adattamento utile a chi viene dall'estero, e chi fatica per mesi per problemi di ambientamento legati alla lingua, ad un calcio diverso da quello a cui erano abituati, e magari per il contesto di una squadra che fa fatica a prescindere dalle loro prestazioni.
In questa seconda categoria rientra sicuramente Hirving Lozano, a proposito del quale in molti pensavano che i soldi spesi per prelevarlo dal Psv Eindhoven fossero da considerare irrimediabilmente un investimento fallimentare. Dopo una stagione sicuramente difficile, il messicano ha illuminato il San Paolo con due doppiette consecutive lasciandosi alle spalle, grazie alla fiducia del suo allenatore, problemi ben conosciuti: dagli equivoci tattici sulla sua esatta posizione in campo con Ancelotti, alle turbolenze all'interno dello spogliatoio che non hanno facilitato il suo inserimento.
Non è raro che in Serie A vengano sputate sentenze definitive su calciatori bisognosi di tempo per dare sfoggio delle loro qualità. Nella metà giallorossa della Capitale, furono più le prese in giro per gli errori di mira che non i gol di Dzeko durante al primo anno alla Roma, mentre sponda Lazio Luis Alberto ha rivelato di aver fatto un pensiero al ritiro prima che Inzaghi rivitalizzasse motivazioni e capacità di un oggetto fino ad allora misterioso: oggi sono fondamentale ago della bilancia per le fortune delle rispettive squadre. Anche Gattuso si augura che il Chucky possa diventare un simile riferimento tecnico, salutando a suon di gol gli scettici che volevano vederlo lontano da Napoli questa estate.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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