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Alla Roma il compito (ingrato) di difendere i colori italiani in Europa: può arrivare in fondo all’Europa League?

A dispetto delle opinioni personali trasformate in verità universali da una parte del giornalismo sportivo nostrano (ogni riferimento a un quotidiano di colore rosa è puramente casuale..), è la Roma la portabandiera dei colori italiani in Europa. All'indomani dell'uscita di scena a testa alta del Milan contro il Manchester United, con Juventus, Atalanta e Lazio che erano già cadute nella trincea degli ottavi di Champions, i giallorossi, piaccia o meno, sono gli unici superstiti del nostro calcio ancora in gioco in campo internazionale. L'unica speranza sia in termini di ranking Uefa, sia per non esacerbare i toni del processo contro i mali strutturali del nostro movimento calcistico che non gode di buona salute. La squadra di Fonseca ha le spalle larghe per sopportare una responsabilità così grande?
L'urna di Nyon ha regalato l'Ajax, un incrocio che promette spettacolo all'insegna di idee di gioco offensive e dello scarso interesse a speculare sugli errori avversari. I lancieri non sono più quelli che nel 2019 si fermarono a pochi secondi da una clamorosa finale di Champions, dopo un percorso con diverse similitudini a quello della Roma di Di Francesco della stagione precedente; da allora i vari Frenkie De Jong, De Ligt, Van de Beek e Ziyech hanno lasciato il nido di Amsterdam ma la formazione di Ten Hag resta sicuramente pericolosa. Se Borja Mayoral e compagnia dovessero superare la minaccia olandese, oltretutto avrebbero ottime possibilità di trovarsi contro la favorita del torneo, quel Manchester United che dopo aver eliminato Milan e Real Sociedad, non dovrebbe patire le pene dell'inferno contro il Granada. Il sogno europeo potrebbe dover passare dal "teatro dei sogni", l'Old Trafford. Ma la strada verso la finale di Danzica è piuttosto lunga, prima c'è l'Ajax. E chi di "noi italiani" vorrà tifarla, sarà libero di farlo.

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