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Serie A, top e flop della 37esima giornata


I top: 👍🏻

Federico Chiesa: una rondine non fa primavera, specie se la primavera è passata da un pezzo e questo è (quasi) calcio d'Agosto. Però la tripletta, con primo gol un po' fortunoso, può aiutarlo per il futuro dopo una stagione altalenante in cui non sempre ha saputo sopportare il peso delle responsabilità. Sempre che il futuro sia ancora a Firenze.
Zlatan Ibrahimovic: le partite si susseguono e sembrano quasi moltiplicarsi, ma lui invece di accusare una stanchezza che a quasi 39 anni sarebbe anche giustificata sembra alzare i giri del motore sempre di più. Ancora trascinante, l'asse con Calhanoglu meriterebbe il palcoscenico della Champions ma per il prossimo anno dovranno accontentarsi dei preliminari di Europa League.
Domenico Berardi / Ciccio Caputo: una furia travolgente contro il Genoa, manda in porta i compagni e disegna una pazzesca traiettoria a giro col mancino. Ogni anno sembra la stagione dell'esplosione che poi puntualmente non arriva mai, ma intanto sono 14 i gol in campionato, a una lunghezza dal record personale. Sette in più quelli di bomber Caputo che sfonda una clamorosa quota 20 a 32 anni; non vincerà la classifica marcatori ma una scommessa e una cena pagata con l'idolo Del Piero, quella si.
Edin Dzeko: come spesso accade, anima offensiva e uomo della Provvidenza della Roma. Sfrutta l'intesa con Mkhitaryan per fare subito 1-1, si guadagna un rigore e gli viene annullata la doppietta per un fuorigioco dubbio. Con 106 reti supera Volk nella classifica dei migliori cannonieri giallorossi.
Ruslan Malinovskyi: il Papu, bergamasco d'Argentina, gli ruba le copertine con una rete d'autore ad un girone esatto di distanza dall'ultima gioia in campionato; ma è lui a cambiare per primo l'inerzia della partita quando prende il posto di uno spento Pasalic, rubando per una volta i galloni del super subentrante a Muriel. L'ucraino è il giocatore ad aver segnato più gol dalla distanza nei campionati top europei nel 2020, ben 5.

I flop: 👎🏻

Andrea Masiello: colpevole diretto e più o meno primario in tutte le reti del Sassuolo. Da un giocatore della sua esperienza lecito aspettarsi meno voragini, quanto sono lontani i tempi felici di Bergamo.
Bartosz Bereszynski: gli scomodi clienti di giornata sono Theo e Rebic. Neanche il tempo di avere la maglia sudata che il croato la salta secco come un birillo prima di depositare sulla testa di Ibra. In ritardo anche sul secondo gol dello svedese.
Lyanco /Koffi Djidji: una serata di grossa sofferenza contro Dzeko e compagnia. Lento e poco reattivo sul pareggio romanista del bosniaco, l'arbitro Piccinini lo grazia da uno stupido secondo giallo per un fallo a metà campo e Longo intelligentemente lo lascia negli spogliatoi all'intervallo. Solo che il suo sostituto Djidji non fa meglio del compagno e stende in maniera evidente Dzeko in area di rigore.
Pau Lopez: non troppo apprezzato nella Capitale nonostante sia solo al secondo vero errore della sua stagione dopo quello del derby. Sbaglia il rinvio consegnando la palla al giovane Singo, che dopo una grande cavalcata si ripresenta nella sua area e approfitta di un intervento incerto per segnare il primo gol in A. Non possono essere tutti Alisson o Szczesny.
Nicola Sansone: il primo tempo del Franchi è a tinte rossoblu, ma l'ex Sassuolo spreca una clamorosa occasione a centimetri dalla porta dopo una svirgolata di Orsolini. Un episodio che cambierà la partita perché dopo l'intervallo la Fiorentina travolgerà il Bologna. Sta giocando al di sotto dei suoi standard, fortunatamente la stagione sta per finire.

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