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Una panchina per De Rossi, tra la tentazione Fiorentina e il primo amore che non si scorda mai


Dei campioni del Mondiale 2006 consegnati alla leggenda dalla notte di Berlino, ben 13 sono diventati allenatori (o sono in procinto di farlo) dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. L'ultimo in ordine di tempo è Andrea Pirlo, che il prossimo anno sarà alla guida della Juventus u23. Un altro giocatore invece, fresco di ritiro, non ha ancora iniziato ufficialmente la nuova carriera ma è già corteggiatissimo per il suo carisma e la sua leadership. Daniele De Rossi è quello che tutti hanno sempre definito un allenatore in campo, specie negli ultimi anni di carriera, e tra gli addetti ai lavori c'è chi è pronto a scommettere che diventerà un fenomeno della panchina. In particolare per la Fiorentina l'ex Capitan futuro è una tentazione di quelle forti, per tentare un rilancio in grande stile nella prossima stagione.
D'altronde il corteggiamento viola parte da lontano, sin da quando fu fatto più di un tentativo per convincerlo a chiudere la carriera da giocatore a Firenze, dopo la fine della sua lunga avventura nella Capitale: De Rossi fu sul punto di accettare, ma in seguito capì che l'esperienza estera al Boca Juniors era preferibile per preservare la sua storia d'amore con la Roma.
Non è difficile immaginare come il suo principale sponsor sia Daniele Pradè, che dovrà andare alla ricerca di un allenatore per il prossimo futuro, e con cui ci sono grandi rapporti dai tempi degli anni giallorossi vissuti insieme. È chiaro che per la Fiorentina si tratterebbe di un grande salto nel vuoto, considerando la totale inesperienza dell'ex centrocampista di Ostia, confermata dal fatto che non sarebbe neanche abilitato a sedersi in panchina senza un patentino Uefa da allenatore di serie A. Un ostacolo comunque aggirabile come già fatto con Roberto Mancini nel 2001, con l'affiancamento di una figura più esperta. Restano da convincere ancora Rocco Commisso e la tifoseria, due correnti di pensiero accomunate dal desiderio di andare più sul sicuro dopo stagioni travagliate.
Ecco quindi che un graduale approccio al nuovo incarico, imparando le basi del mestiere dal padre Alberto in Primavera non è ancora totalmente da escludere. Il sogno di Daniele non è certo un mistero; la panchina della Roma, per riabbracciare presto o tardi un popolo di cui ha sempre fatto parte, e magari vincere lo Scudetto che ha solo sfiorato in altre vesti.


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