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Serie A, top e flop della 36esima giornata


I top: 👍🏻

Cristiano Ronaldo: anche in una serata di non manifesta onnipotenza, non può mancare il suo timbro sullo Scudetto con il gol che sblocca al tramonto del primo tempo una partita che stava diventando difficile, dopo splendida esecuzione di uno schema. Nel finale spara sulla traversa un rigore che complica la sua rincorsa a Immobile e alla Scarpa d'oro.
Ciro Immobile: tre partite storte erano bastate a metterne in discussione il rendimento e l'importanza assoluta in questa Lazio. Tripletta a Verona, con un paio di rigori, e sono 34 in classifica marcatori, miglior cannoniere italiano di sempre in una stagione di A, a due unità dal record assoluto di Higuain.
Romelu Lukaku: la critica principale che gli viene mossa, non ancora dissipata, è quella di fare la voce grossa solo con le piccole. Intanto però alla prima stagione in Italia i numeri sono ampiamente dalla sua, con 23 gol di cui 15 in trasferta. E un doppio passo con cui lascia di sasso Romero che avrà ricordato agli interisti nostalgici Ronaldo il Fenomeno.
Gianluigi Donnarumma: momento speciale per lui, che ha appena festeggiato le 200 presenze col Milan e alla presenza numero 201 eredita per la prima volta la fascia di Capitano da titolare per l'assenza di Romagnoli; il tutto a 21 anni. Con il rigore parato a Malinovskyi ricorda a tutti il perché di questi record di precocità.
Dejan Kulusevski: prima semina mezza difesa del Brescia, portiere compreso, senza riuscire a centrare il bersaglio grosso, poi assiste Darmian per un tap-in facile facile e infine disegna una parabola a giro col piede debole, il destro. Ad ogni prestazione sottotono i detrattori sollevano dubbi sul fatto che sia pronto per la Juventus, ma un 2000 ad un passo dalla doppia cifra di gol e assist alla prima stagione in Serie A, non ha bisogno di dimostrare ancora il suo evidente talento.

I flop: 👎🏻

Domenico Criscito: dal Capitano ci si aspetta qualcosa di più quando c'è la salvezza in gioco, ma la sua è una partita di continuo patimento quando Moses lo punta in velocità.
Emil Audero: decisamente perfettibile sul raddoppio di Bernardeschi quando respinge centralmente un tiro di Cr7. In generale non dà una sensazione di grande sicurezza.
Soualiho Meité: rovina una buona prestazione con un banale pallone perso in mezzo al campo che spalanca a D'Alessandro la via della porta e del pareggio.
La difesa del Lecce: l'approccio di tutta la squadra e non solo della difesa è drammatico se dopo 5' sei sotto 2-0. La squadra di Liverani però macina gioco, crea occasioni e offensivamente sa raddrizzare partite in salita; il problema è che il livello del reparto arretrato non è da massima serie, specie se vuoi sviluppare un'idea di calcio propositiva.
Walter Zenga: nelle ultime 8 giornate, il Cagliari ha pareggiato in 4 partite e ne ha perse altrettante, e sarebbero state anche di più se non fosse per il grande momento di forma di Cragno. La scossa seguita al suo subentro si è già esaurita, l'utilizzo in Prima Squadra di alcuni giovani del vivaio rossoblù non è sufficiente a salvare il suo operato.

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