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Serie A, top e flop della 28esima giornata


I top 👍🏻

Franck Ribery: la perla con cui lascia sul posto mezza difesa della Lazio vale da sola il prezzo di un biglietto mai venduto, ma non è l'unico acuto della sua prestazione. A 37 anni è ancora di un altro livello per compagni e avversari.
Luis Muriel: doppietta meravigliosa contro la squadra che lo ha portato in Italia, 15 gol in stagione, 9 da subentrante, record assoluto in Serie A. L'Atalanta ha una potenza di fuoco devastante, e l'abbraccio del colombiano a Gasperini, che non lo impiega quasi mai da titolare, è l'emblema della forza di un gruppo speciale.
Jeremie Boga: nel turno delle pregevoli realizzazioni, non poteva mancare certo Boga che come Muriel spacca la partita dalla panchina con una straordinaria doppietta. Una sentenza quando punta il sette con il suo destro a giro.
Fabian Ruiz: la rete la gonfiano gli altri, ma l'ispiratore di molte iniziative degli azzurri è lo spagnolo. Assist per Mertens, assist per il redivivo Younes, la qualità dell'ex Betis non è sostituibile.
Giovanni Simeone: lo strapotere atletico di un Nainggolan che rischiava di non giocare neanche e la prodezza charrúa di Nandez vanno sottolineate, ma ad essere premiato è il Cholito. Contro il Torino terzo gol consecutivo per lui. Tre comodi tap-in, ma in fondo dal divano tutto sembra più facile.

I flop 👎🏻

Fabio Lucioni: il Lecce è stretto e compatto per mezz'ora allo Stadium, complice il blando approccio della Juventus. La frittata combinata da Lucioni lascia però i suoi in dieci sul campo più difficile d'Italia, un errore che a questi livelli non ci si può permettere.
Davide Zappacosta: partita ordinata la sua fino al retropassaggio suicida che avvia l'azione del vantaggio milanista, una replica masochista di quanto fatto da Diawara contro la Samp. Colpa anche della stanchezza forse, Fonseca poteva pensare a sostituirlo considerando quanto è passato dall'ultima volta che l'ex Chelsea ha giocato per 90 minuti.
Berat Djimsiti: protagonista in negativo stavolta l'albanese, che non riesce a stare dietro al contropiedista Lasagna, il quale avrebbe probabilmente meritato un posto tra i top (come Musso per le sue parate). Forse affaticato dai tanti impegni, out all'intervallo per limitare i danni.
Federico Peluso: il Sassuolo ha subito 10 gol in tre partite da quando è ripresa la Serie A. Al netto di una mentalità di squadra più orientata ad offendere che a difendere, limitare errori individuali come quello marchiano che spalanca lo specchio della porta a Pessina aiuterebbe.
Christian Eriksen: dopo i bei progressi visti contro il Napoli in Coppa Italia e la Samp in campionato, il danese ha fatto passi indietro contro Sassuolo e Parma. Unico squillo nella serata del Tardini un tiro a lato su servizio di Candreva. È partito sempre titolare dalla ripresa, ma non è scusante sufficiente per un giocatore della sua qualità e abituato ai ritmi della Premier.

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