Passa ai contenuti principali

Napoli: il caso Lozano si attenua, ma il futuro si fa sempre più complicato


A due giorni dalla finale di Coppa Italia allo Stadio Olimpico contro la Juventus, la routine di allenamento del Napoli è stata interrotta ieri dall'improvviso allontanamento di Hirving Lozano, mandato con anticipo sotto la doccia da Gennaro Gattuso, non contento del livello di impegno mostrato dal messicano. Una scelta forte e drastica che ha ricordato a tutti quella adottata nei confronti di Allan prima dell'interruzione causa pandemia, quando il brasiliano era stato accusato di allenarsi in maniera superficiale alla vigilia della trasferta di Cagliari. Secondo i ben informati il caso sarebbe parzialmente già rientrato e Lozano potrebbe essere convocato Mercoledì, dopo aver subito una bella ramanzina dall'allenatore dei partenopei nel corso della seduta mattutina. Facile, quasi scontato, parlare di addio a fine stagione alla luce della situazione attuale. Sí, ma a quali condizioni?
Gattuso ha conquistato la piazza riportando al centro dell'attenzione il duro lavoro settimanale senza guardare in faccia nessuno, affidandosi a quei giocatori che gli hanno dimostrato di voler dare il massimo per la causa, così da riconsegnare dei riferimenti a una squadra che aveva perso la bussola. Una condotta appropriata e che sta dando i suoi frutti in campo, ma che rischia di complicare l'operato del club sul mercato. Lozano come tutti sanno è stato l'acquisto più costoso della storia del Napoli appena una estate fa, e l'auspicio era che dopo la sosta potesse almeno ritagliarsi uno spazio costante nelle rotazioni per stimolare l'interesse di un potenziale compratore. Invece l'ex Psv, ancora prima dell'episodio di ieri, è rimasto sprofondato per 90' in panchina contro l'Inter venendo  scavalcato nelle gerarchie anche dal desaparecido Younes. Separarsi a fine stagione sarà necessario, ma alla luce di un investimento da 42 milioni euro potrebbe rappresentare un bagno di sangue per i conti societari se il trend dovesse proseguire in questa direzione. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Il talento c’è ma non si vede: le difficoltà di Tonali tra Milan e Under 21

Tra l'Agosto e il Settembre passati, Sandro Tonali mandava in visibilio il tifo milanista esprimendo la propria preferenza per il Diavolo, come diretta conseguenza di quella passione per i colori rossoneri nata da bambino. Il Milan così superava la concorrenza dei cugini dell'Inter, che comunque avevano già allentato la presa sul centrocampista, indirizzando in maniera favorevole la trattativa con il Brescia. Un'avventura dunque iniziata sotto i migliori auspici, con la maglia numero 8 dei suoi sogni indossata solo dopo l'autorizzazione richiesta con umiltà all'idolo Rino Gattuso. Sette mesi dopo però il percorso intrapreso con tanto entusiasmo si sta dimostrando più in salita del previsto : nonostante lo spazio avuto grazie ad un calendario intasato di impegni e all'infortunio di Bennacer, Tonali ha fatto molta fatica a mettere in mostra le stesse qualità e la stessa dose di personalità che gli avevano permesso di prendersi la fascia da capitano delle Rondinel...

Tensione alle stelle tra club e Nazionali: ma Uefa e Fifa preferiscono tacere

Il rapporto tra squadre di club e Nazionali nell'ultimo decennio è andato progressivamente logorandosi, parallelamente all'aumento del numero delle partite; i club non hanno mai visto di buon occhio la puntuale ecatombe di infortuni che si verificano quando viene dato spazio alle rappresentative dei vari paesi, e di cui loro stessi fanno le spese. Il contrasto si è acuito ancora di più in tempo di pandemia, con i viaggi intercontinentali che aumentano il rischio di contagio e si collocano all'interno di un calendario sempre più intasato. C'è chi lo dichiara apertamente e chi no, ma tutti gli allenatori, dirigenti e presidenti sono preoccupati per ciò che avviene lontano dai loro occhi: ovviamente anche le Nazionali hanno i loro rigidi protocolli ma il clamoroso caso Vida, sostituito durante l'intervallo di Turchia-Croazia perché nel frattempo era arrivato il referto della sua positività, ha definitivamente scoperchiato il vaso di Pandora.  Non che il Covid sia l...

L'ora di Milan-Inter : Inzaghi vs Mancini nel derby dei poveri

Un tempo la stracittadina di Milano era uno degli appuntamenti più attesi del campionato,dal momento che Milan e Inter oltre a essere ai vertici della serie A,sapevano dire la loro tra le grandi d'Europa e annoveravano tra le loro fila campioni che il resto del continente invidiava.Lo scenario è decisamente mutato nel giro di pochi anni e la crisi che ha investito tutta l'Italia del pallone si è fatta sentire particolarmente a Milano,dove a giocarsi il derby della Madonnina ai giorni nostre ci sono due squadre che oltre a non avere più competitività ai massimi livelli e ad avere in rosa ben pochi giocatori di un certo profilo,sono afflitte da una cronica mancanza di investimenti.Il calcio è in gran percentuale capacità d'investire,oltre che idee e progettualità',e Milan e Inter sotto questo punto di vista sono in grande difficoltà.L'avvento del tycoon indonesiano Erick Thohir un anno fa non ha migliorato la stuazione per l'Inter:il progetto a lungo termine del m...