Il Napoli in Svizzera perde 2-0 contro lo Young Boys e termina la striscia positiva di risultati iniziata con le vittorie di Sassuolo e contro il Torino,proseguita con il pareggio contro l'Inter e inframezzata dai successi di Europa League contro Sparta Praga e Slovan Bratislava.Una squadra piatta quella vista nel paese elvetico,che come al solito ha sofferto la gestione di un turnover,sul quale comunque non possono ricadere le colpe di ogni passo falso del Napoli,visto che i nomi scesi in campo,se adeguatamente motivati,potevano sicuramente superare lo Young Boys di Hoarau e compagni,che è una buona squadra ma non esattamente il Real Madrid.Inutile anche l'ingresso dei preservati pezzi da novanta Callejon,Hamsik e Higuain per evitare una sconfitta che di certo non compromette la qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League,ancora ampiamente alla portata,ma alimenta i dubbi,parzialmente sopiti da qualche vittoria provvidenziale,sulla forza caratteriale e quindi sulla competitività di questo Napoli.I partenopei sono chiamati subito a riprendersi al San Paolo contro l'Hellas Verona,se non dovessero arrivare i tre punti contro gli scaligeri il vocabolo crisi tornerebbe di moda,e lascerebbe ancora più insoddisfatta una piazza che ribolle di malumore,dopo le ingannevoli promesse estive.Nel frattempo nell'altra partita del girone,caratterizzata anche da problemi di ordine pubblico che hanno costretto l'arbitro ad una sospensione momentanea,lo Sparta Spraga in Slovacchia ha rifilato un tris allo Slovan Bratislava,agganciando a quota 6 punti il Napoli e lo Young Boys.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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