L'urna che ha designato i playoff valevoli per la qualificazione agli Europei under 21 del 2015 in Repubblica Ceca,aveva regalato all'Italia non il peggiore degli avversari,ossia la Slovacchia(tra l'altro già battuta in amichevole poco più di un anno fa per 4-1),ma la selezione under 21 della Nazionale guidata dal napoletano Marek Hamsik(che ieri ha scritto la storia battendo in casa la Spagna) si è dimostrata tutt'altro che debole.Gli azzurrini hanno raccolto un pari per 1-1,creando occasioni,andando in vantaggio con Belotti,per poi subire però il ritorno veemente dei padroni di casa,che sospinti dal proprio pubblico,hanno superato le difficoltà nel creare minacce per Bardi agguantando il pareggio e facendo soffire nel finale la squadra di Di Biagio.D'altronde alla Slovacchia,che non ha grandi individualità conosciute nel panorama giovanile internazionale ma che dispone di tanti buoni giocatori che sanno trattare il pallone,va ascritto il merito di essersi qualficata a questi playoff come prima del suo girone,battendo anche un'Olanda ben più attrezzata,e di fronte alla nostra under 21 ha ribadito le sue qualità.D'altro canto Berardi e compagni sono stati autori di una buona prestazione,creando un discreto numero di chances da rete,peccando però di leziosità al momento della finalizzazione,anche se l'errore di Di Biagio di togliere un ottimo Bernardeschi per un impalpabile Molina che ha abbassato la squadra avanti di una rete,ha probabilmente pesato sul risultato finale.In vista della gara di ritorno di Reggio Emilia di martedi il discorso qualificazione è ancora aperto,il pareggio con goal ottenuto in trasferta è più che buono,ma bisognerà porre rimedio alle ingenuità e alla mancanza di killer instinct che impediscono al gruppo di fare il salto di qualità,anche in vista dell'eventuale qualificazione ad un Europeo di categoria da disputare da protagonista,e non da comparsa.
Tra l'Agosto e il Settembre passati, Sandro Tonali mandava in visibilio il tifo milanista esprimendo la propria preferenza per il Diavolo, come diretta conseguenza di quella passione per i colori rossoneri nata da bambino. Il Milan così superava la concorrenza dei cugini dell'Inter, che comunque avevano già allentato la presa sul centrocampista, indirizzando in maniera favorevole la trattativa con il Brescia. Un'avventura dunque iniziata sotto i migliori auspici, con la maglia numero 8 dei suoi sogni indossata solo dopo l'autorizzazione richiesta con umiltà all'idolo Rino Gattuso. Sette mesi dopo però il percorso intrapreso con tanto entusiasmo si sta dimostrando più in salita del previsto : nonostante lo spazio avuto grazie ad un calendario intasato di impegni e all'infortunio di Bennacer, Tonali ha fatto molta fatica a mettere in mostra le stesse qualità e la stessa dose di personalità che gli avevano permesso di prendersi la fascia da capitano delle Rondinel...

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