L'urna che ha designato i playoff valevoli per la qualificazione agli Europei under 21 del 2015 in Repubblica Ceca,aveva regalato all'Italia non il peggiore degli avversari,ossia la Slovacchia(tra l'altro già battuta in amichevole poco più di un anno fa per 4-1),ma la selezione under 21 della Nazionale guidata dal napoletano Marek Hamsik(che ieri ha scritto la storia battendo in casa la Spagna) si è dimostrata tutt'altro che debole.Gli azzurrini hanno raccolto un pari per 1-1,creando occasioni,andando in vantaggio con Belotti,per poi subire però il ritorno veemente dei padroni di casa,che sospinti dal proprio pubblico,hanno superato le difficoltà nel creare minacce per Bardi agguantando il pareggio e facendo soffire nel finale la squadra di Di Biagio.D'altronde alla Slovacchia,che non ha grandi individualità conosciute nel panorama giovanile internazionale ma che dispone di tanti buoni giocatori che sanno trattare il pallone,va ascritto il merito di essersi qualficata a questi playoff come prima del suo girone,battendo anche un'Olanda ben più attrezzata,e di fronte alla nostra under 21 ha ribadito le sue qualità.D'altro canto Berardi e compagni sono stati autori di una buona prestazione,creando un discreto numero di chances da rete,peccando però di leziosità al momento della finalizzazione,anche se l'errore di Di Biagio di togliere un ottimo Bernardeschi per un impalpabile Molina che ha abbassato la squadra avanti di una rete,ha probabilmente pesato sul risultato finale.In vista della gara di ritorno di Reggio Emilia di martedi il discorso qualificazione è ancora aperto,il pareggio con goal ottenuto in trasferta è più che buono,ma bisognerà porre rimedio alle ingenuità e alla mancanza di killer instinct che impediscono al gruppo di fare il salto di qualità,anche in vista dell'eventuale qualificazione ad un Europeo di categoria da disputare da protagonista,e non da comparsa.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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