Dopo la tragedia di Bilbao e la conseguente retrocessione ai gironi di Europa League,non era facilissimo per il Napoli riapprocciarsi ad una competizione europea con lo spirito giusto.Al San Paolo non si è ancora visto il miglior Napoli,ma gli azzurri hanno fatto quanto bastava per battere 3-1 lo Sparta Praga e conquistare i primi tre punti,scacciando una crisi in rapida ascesa.Dopo lo shock della sconfitta contro il Chievo di domenica scorsa,che ha acuito tensioni già presenti tra tifoseria,dirigenza e allenatore,la squadra di Benitez per un attimo ha visto profilarsi l'incubo di un'altra giornataccia quando Josef Husbauer,finito in estate nel mirino del Cagliari di Zeman,con un colpo da biliardo ha portato avanti i cechi approfittando delle amnesie che non mancano mai nella retroguardia napoletana.Niente di irreparabile,però,il Napoli non si è scomposto,non si è fatto prendere dalla frenesia di ribaltare il risultato e tra primo e secondo tempo ha ribaltato il risultato contro degli avversari che hanno mostrato qualche individualità e poco altro.A segno il Pipita Higuain su calcio di rigore,nella stessa porta e nello stesso angolo dove qualche giorno prima Bardi gli aveva neutralizzato un penalty,e Dries Mertens con una bella doppietta che rilancia ancora di più il piccolo belga nell'undici titolare al posto di un Insigne che non attraversa un momento felice.Nell'altra partita di un girone che i partenopei hanno tutte le carte in regola per superare da primi,lo Young Boys ha fatto la voce grossa rifilando un pokerissimo allo Slovan Bratislava.Molto sfortunati gli slovacchi,che Hmasik si è già detto ansioso di affrontare,che hanno preso tre legni e sono stati penalizzati oltremodo dal risultato.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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