Dopo un avvio di stagione non particolarmente felice,la Fiorentina in Europa League,dove l'anno scorso ha fatto molto bene,eliminata nel derby italiano contro la Juventus negli ottavi di finale,ritrova il sorriso battendo 3-0 un Guingamp ridotto ben presto in dieci uomini.I francesi si presentavano a quest'appuntamento da cenerentola,essendosi qualificati a questa competizione grazie alla sorprendente vittoria in coppa di Francia nella scorsa stagione,e non hanno avuto speranze contro l'esperta squadra di Montella.Il tecnico gigliato dal canto suo ha testato anche qualche giocatore nuovo,come Basanta,nazionale argentino agli ultimi mondiali,che finora non aveva lasciato tracce di sè a Firenze,osservando i suoi uomini avere la meglio sui bretoni,e riscattare il pareggio senza reti contro il Genoa di domenica scorsa.Vargas ha sbloccato il risultato,il giovane Bernardeschi ha chiuso i giochi siglando il suo primo goal in maglia viola,in una Fiorentina che ha riabbracciato il figliol prodigo Juan Cuadrado,autore della seconda rete e ora nuovamente focalizzato sulla causa dei toscani dopo un'estate da probabile partente.Unica nota stonata Mario Gomez,che ha sgomitato senza successo con la difesa del Guingamp,e non riesce ancora a ritrovare il suo fiuto per la porta,dopo un precampionato invece in cui aveva dato segnali molto incoraggianti.In attesa del contributo del bomber tedesco,la Fiorentina osserva i suoi prossimi avversari.Il Paok ha disposto a suo piacimento dei modesti bielorussi della Dinamo Minsk,che ospiteranno nel prossimo turno il team di Montella,umiliandoli con un 6-1 che non lascia spazio a repliche.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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