Mentre la Nazionale maggiore ha iniziato una nuova era sotto la guida di Antonio Conte nell'amichevole di Bari contro l'Olanda,l'under 21 di Di Biagio è arrivata al momento clou del biennio che porta agli europei di categoria del 2015.A Pescara bisognava solo vincere contro la Serbia capolista del girone,vittoriosa in casa propria qualche tempo fa per 1-0,e nonostante l'inizio shock gli azzurrini ce l'hanno fatta.Tremendo l'uno-due firmato dall'attaccante del Tolosa Pesic nel primo quarto d'ora,che sembrava aver scritto la parola fine sulla partita.Tuttavia la Serbia,"saccheggiata" dei suoi uomini di maggior talento chiamati nella Nazionale dei grandi,ha commesso l'errore di difendere da quel momento il risultato,arretrando troppo il baricentro e permettendo agli uomini di Di Biagio di riportare la situazione in equilibrio già a fine primo tempo.Merito della doppietta di Belotti e della rete decisiva di un Berardi svegliatosi nel secondo tempo,l'uomo chiave che può fare la differenza in questo gruppo che fa del cuore più che della tecnica la sua arma migliore.Di Biagio ha puntato sostanzialmente sui giocatori che ha allenato nell'under 20,che pur mostrando qualche difetto e senza riuscire a sviluppare con continuità un'idea di gioco,sono ad un passo dall'accedere ai playoff da prima del girone,quando saranno chiamati nell'impresa non facile di staccare il pass per gli europei.Prima però c'è da chiudere queste qualificazioni e battere Cipro in casa,non una mission impossible dopo aver affrontato avversari sicuramente più temibili.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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