Passa ai contenuti principali

Juventus, il centrocampo parla sud...americano: Pirlo ha trovato la formula magica?

C'è da scommettere che a Pirlo non dispiacerebbe avere la bacchetta magica che Weston McKennie ha sfoggiato in occasione dell'esultanza per il gol del 2-0 contro il Bologna. Uno dei primi incantesimi dell'allenatore juventino sarebbe rivolto a potenziare le prestazioni del suo centrocampo, tremendamente in affanno nei momenti più bui della prima parte di stagione bianconera.
Pur senza aver frequentato Hogwarts, l'ex Campione del Mondo dopo il ko senza appello nel derby d'Italia sembra aver trovato lo stesso una fisionomia, forse definitiva, per la sua mediana; che non può in alcun modo prescindere dall'energia contagiosa di Weston McKennie. È sotto gli occhi di tutti che l'ex Schalke 04 sia diventato ormai un vero ago della bilancia per gli equilibri della Juve, grazie alla sua straordinaria duttilità che permette alla squadra di cambiare schieramento tattico nel corso della partita: quasi come se avesse la capacità di sdoppiarsi, l'americano un momento fa l'esterno offensivo e quello dopo fa la mezzala con licenza di inserimento, condizionando in positivo i movimenti dei compagni. A beneficiarne in questo momento è la coppia tutta sudamericana formata da Arthur e Rodrigo Bentancur, la cui sintonia miglioral punto da scambiarsi con costanza il ruolo in cabina di regia nei 90'. Il brasiliano in particolare si è tolto la soddisfazione di segnare, in maniera fortunosa, la sua prima rete a Torino ad un anno di distanza dall'ultima con il Barcellona (nel 5-0 all'Eibar) ed è sembrato in crescita: deve ancora limare qualche eccesso di confidenza quando gestisce il pallone in zone pericolose, ma le sue geometrie cominciano ad essere finalmente più incisive. Quanto basta per guardare al futuro con più positività rispetto a soli sette giorni fa. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Roma, stagione finita per Kumbulla: il giudizio sull’albanese sospeso fino al prossimo anno

Ogni volta che i giocatori rispondono alla chiamata delle proprie Nazionali, ai rispettivi club di appartenenza spetta il compito di accendere un cero nella speranza che tornino indietro integri e arruolabili. Spesso non è sufficiente, e stavolta (non la prima, Zaniolo insegna) è stata la Roma a pagare il prezzo più alto. Neanche il tempo di mettersi alla prova contro l'Inghilterra nella seconda gara di qualificazione a Qatar 2022, che Marash Kumbulla ha accusato un dolore al ginocchio destro durante Andorra-Albania che non lo ha costretto a lasciare il campo, ma si è ripresentato dopo la partita. Una volta tornato nella Capitale, gli esami strumentali hanno evidenziato la lesione del menisco esterno: per il momento l'intervento chirurgico è stato scongiurato in favore della terapia conservativa, ma in ogni caso la stagione dell'ex Hellas Verona è già finita. Un primo anno in giallorosso sicuramente probante per il centrale albanese, che tra il Covid e gli infortuni non ha ...

Il 2020 del Milan: Ibra e Pioli guidano una rinascita attesa da tempo

Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

Serie A, top e flop della 27esima giornata

I top 👍🏻 Edin Dzeko: il cigno di Sarajevo torna più bello che mai, con una doppietta tanto pesante quanto esteticamente apprezzabile, che pochi attaccanti in Europa hanno i mezzi per realizzare. A distanza di anni, nella Capitale in molti ancora si chiedono se sia destro o mancino per l'uso magistrale di entrambi i piedi. Andreas Cornelius: tra Preziosi e Cornelius devono esserci delle storie tese, perché dopo la tripletta dell'andata si è clamorosamente ripetuto anche fuori casa al ritorno. Il danese è un attaccante strano che quando è in giornata è un pericolo per tutte le difese, ma non riesce ad esprimersi con continuità pur avendone tutti i mezzi (a segno in bello stile col destro, col sinistro e di testa a Marassi). Federico Bernardeschi: dopo due ingressi così e così in Coppa Italia, il mancino di Carrara si prende la scena al Dall'Ara, quando qualcuno cominciava a non crederci più. Un palo, un grande tacco utile per azionare Dybala e diverse buone giocate degn...