A 3 settimane di distanza dal pesantissimo 0-5 con cui i Reds hanno ribadito la propria forza ridimensionando le velleità di grandezza della banda di Gasperini, l'Atalanta si prepara alla seconda parte dell'esame Liverpool. Ad Anfield la Dea farà visita ad una squadra che ha quasi in tasca il pass per gli ottavi e terribilmente incerottata in difesa; margini quindi per portare a casa un risultato migliore rispetto a quello di Bergamo ce ne sono (anche perché fare peggio non sarebbe facile), ma attenzione a sopravvalutare i problemi nel reparto arretrato della formazione di Klopp.
Il vate tedesco non ha a disposizione com'è noto Van Dijk, che si è rotto il crociato a causa di un intervento killer di Pickford nel derby con l'Everton, Joe Gomez, Alexander-Arnold e probabilmente risparmierà anche Robertson, che ha stretto i denti nel weekend di Premier League ma è tornato acciaccato dagli impegni con la Nazionale scozzese: in sintesi, tutta la retroguardia titolare è out. A questa incredibile ecatombe si è aggiunto l'infortunio persino del classe 2001 Rhys Williams, lodato in patria per come aveva sostituito Van Dijk, ko con l'Inghilterra u21. Per l'occasione la linea difensiva dovrebbe essere formata da Tsimikas, Matip, uno tra l'adattato Fabinho e Phillips (una presenza in stagione), e il giovane Neco Williams. Una difesa ampiamente sperimentale, anche se con gli stessi problemi di schieramento i Reds hanno annullato Domenica il potenziale offensivo del Leicester, vincendo con autorità 3-0 un big match di alta classifica con le Foxes.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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