Passa ai contenuti principali

Juventus, i “nuovi” Danilo e Rabiot le attrazioni più sorprendenti di Pirlolandia


Quando vedi sfumare una vittoria all'ultima azione come accaduto alla Juventus all'Olimpico di Roma, la reazione a caldo non può prescindere dalla frustrazione per i due punti persi. Specie se hai condotto la partita per larga parte di essa, rasentando la perfezione nella tua metà campo fino ai nefasti minuti di recupero. Come ammesso dai protagonisti nel post gara i campionati si vincono grazie ai dettagli, ma a mente fredda Pirlo potrà apprezzare come contro la Lazio si sia vista la miglior versione stagionale della sua squadra.
Merito anche di alcune prestazioni individuali di spessore, e soprattutto inaspettate. Alzi la mano chi si aspettava di vedere una simile evoluzione positiva di Danilo, ormai onnipresente nelle formazioni del nuovo allenatore juventino. Nessuno? Il brasiliano si è lasciato alle spalle le ironie che circolavano sul suo incredibile curriculum non proporzionato al rendimento attuale, trasformandosi da terzino incapace di difendere a duttile marcatore di una retroguardia a tre in grado di blindare la propria area. Se la Juventus non ha portato a casa i tre punti contro gli uomini di Inzaghi di sicuro le responsabilità non sono sue.
Così come non sono di Adrien Rabiot, altro bersaglio della critica nel corso dello scorso campionato. Il francese si è reso protagonista di una sfida nella sfida in mezzo al campo con un giocatore del calibro di Milinkovic-Savic, e ne è uscito a testa alta: autoritario nel recupero del pallone, si è concesso anche un paio di minacciose zingarate dalle parti di Reina. L'ex Psg, rinfrancato anche dall'essere rientrato nel giro della Nazionale transalpina, sta piano piano cominciando ad esprimersi sui livelli che ci si attendeva da lui al momento del suo arrivo a Torino ed è per ora più costante ed affidabile della mediana.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il 2020 del Milan: Ibra e Pioli guidano una rinascita attesa da tempo

Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

Inter, la freccia Hakimi per mettere le ali al 3-5-2 di Conte

Come raccontato negli ultimi giorni, Achraf Hakimi si appresta a diventare un rinforzo per l'Inter versione 2020-2021 dopo aver sostenuto le visite mediche tra lunedì e martedì. Nelle ultime ore il club di Suning ha limato col Real Madrid anche le ultime distanze relative soprattutto ai bonus; 40 milioni di parte fissa più 5 legati ad alcune variabili, tutto da ratificare e mettere nero su bianco entro il 30 Giugno. Una data che per i club significa chiusura del bilancio, e che sta agitando il mercato internazionale nonostante il campo debba ancora emettere verdetti in vari campionati e a livello europeo. Cosa porterà Hakimi all'Inter? Alla corte di Antonio Conte, il classe '98 potrebbe diventare un vero fattore sulla fascia destra, un sicuro upgrade rispetto a Candreva, pur rivitalizzato dal cambio di allenatore: la sua formazione spagnola nella cantera madrilena fa sì che la fase difensiva non sia la specialità della casa, ma nell'altra metà del campo fa la differenz...

Roma, stagione finita per Kumbulla: il giudizio sull’albanese sospeso fino al prossimo anno

Ogni volta che i giocatori rispondono alla chiamata delle proprie Nazionali, ai rispettivi club di appartenenza spetta il compito di accendere un cero nella speranza che tornino indietro integri e arruolabili. Spesso non è sufficiente, e stavolta (non la prima, Zaniolo insegna) è stata la Roma a pagare il prezzo più alto. Neanche il tempo di mettersi alla prova contro l'Inghilterra nella seconda gara di qualificazione a Qatar 2022, che Marash Kumbulla ha accusato un dolore al ginocchio destro durante Andorra-Albania che non lo ha costretto a lasciare il campo, ma si è ripresentato dopo la partita. Una volta tornato nella Capitale, gli esami strumentali hanno evidenziato la lesione del menisco esterno: per il momento l'intervento chirurgico è stato scongiurato in favore della terapia conservativa, ma in ogni caso la stagione dell'ex Hellas Verona è già finita. Un primo anno in giallorosso sicuramente probante per il centrale albanese, che tra il Covid e gli infortuni non ha ...