Passa ai contenuti principali

Berna, l’aria di Coverciano ti fa bene: lampi del giocatore che fu ai tempi della Fiorentina

Juventus-Atletico Madrid, ritorno degli ottavi di finale della Champions League 2018-2019. L'epica rimonta con cui la Vecchia Signora ribalta la sconfitta del Wanda Metropolitano porta la firma a caratteri cubitali di Cristiano Ronaldo, ma viene ispirata per buona parte da un Federico Bernardeschi in serata di grazia. È il punto più alto della sua avventura bianconera, ma invece che rappresentare l'attesa consacrazione diventa l'inizio della sua parabola discendente. Da allora tante partite, tante occasioni non sfruttate a causa di prestazioni colpevolmente sbiadite, un rapporto sempre più incrinato con una tifoseria propensa ai giudizi negativi nei suoi confronti. L'avvento di Andrea Pirlo in panchina non ha invertito la tendenza, e l'esperimento di reimpostarlo come esterno a tutta fascia se non è già fallito, è ancora confinato sui campi d'allenamento della Continassa. 
In un quadro di questo genere, la chiamata della Nazionale è arrivata come una boccata d'aria fresca per l'esterno di Carrara. Mancini è da sempre un suo estimatore e l'assenza di Chiesa gli ha permesso di ritrovare l'ebrezza della rete contro la non irresistibile Estonia prima di una seconda maglia da titolare contro la Polonia, sempre nel suo ruolo preferito di esterno destro: il rigore guadagnato da Belotti e trasformato da Jorginho nasce da un suo cross, anche se contro Lewandowski e soci si è vista pure la solita tendenza a perdersi in qualche ricamo di troppo negli ultimi metri di campo. 
Primi segnali positivi da parte di un giocatore che ha bisogno di essere rigenerato mentalmente prima che aiutato tecnicamente e tatticamente, anche se la strada per essere qualcosa di più di un mero comprimario alla Juventus rimane molto lunga.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il 2020 del Milan: Ibra e Pioli guidano una rinascita attesa da tempo

Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

Inter, la freccia Hakimi per mettere le ali al 3-5-2 di Conte

Come raccontato negli ultimi giorni, Achraf Hakimi si appresta a diventare un rinforzo per l'Inter versione 2020-2021 dopo aver sostenuto le visite mediche tra lunedì e martedì. Nelle ultime ore il club di Suning ha limato col Real Madrid anche le ultime distanze relative soprattutto ai bonus; 40 milioni di parte fissa più 5 legati ad alcune variabili, tutto da ratificare e mettere nero su bianco entro il 30 Giugno. Una data che per i club significa chiusura del bilancio, e che sta agitando il mercato internazionale nonostante il campo debba ancora emettere verdetti in vari campionati e a livello europeo. Cosa porterà Hakimi all'Inter? Alla corte di Antonio Conte, il classe '98 potrebbe diventare un vero fattore sulla fascia destra, un sicuro upgrade rispetto a Candreva, pur rivitalizzato dal cambio di allenatore: la sua formazione spagnola nella cantera madrilena fa sì che la fase difensiva non sia la specialità della casa, ma nell'altra metà del campo fa la differenz...

Roma, stagione finita per Kumbulla: il giudizio sull’albanese sospeso fino al prossimo anno

Ogni volta che i giocatori rispondono alla chiamata delle proprie Nazionali, ai rispettivi club di appartenenza spetta il compito di accendere un cero nella speranza che tornino indietro integri e arruolabili. Spesso non è sufficiente, e stavolta (non la prima, Zaniolo insegna) è stata la Roma a pagare il prezzo più alto. Neanche il tempo di mettersi alla prova contro l'Inghilterra nella seconda gara di qualificazione a Qatar 2022, che Marash Kumbulla ha accusato un dolore al ginocchio destro durante Andorra-Albania che non lo ha costretto a lasciare il campo, ma si è ripresentato dopo la partita. Una volta tornato nella Capitale, gli esami strumentali hanno evidenziato la lesione del menisco esterno: per il momento l'intervento chirurgico è stato scongiurato in favore della terapia conservativa, ma in ogni caso la stagione dell'ex Hellas Verona è già finita. Un primo anno in giallorosso sicuramente probante per il centrale albanese, che tra il Covid e gli infortuni non ha ...