La settimana di impegni europei ha riempito di preoccupazioni e pensieri la testa di Inter e Atalanta, pronte a incrociare le spade domani al Gewiss Stadium in quella che alla vigilia del kick-off del campionato sarebbe stata definita una sfida Scudetto. I nerazzurri meneghini si sono terribilmente complicati la vita nel girone di Champions pur offrendo una prestazione più che discreta, al cospetto di una squadra che in fondo si chiama sempre Real Madrid e ha in rosa campioni in grado di cambiare a piacimento il corso degli eventi; i nerazzurri orobici invece sono stati letteralmente spazzati via dal Liverpool con uno 0-5 che ha lasciato di stucco anche gli uomini di Gasperini. Forse la Dea dopo la semifinale sfumata al fotofinish lo scorso anno si era inconsciamente illusa di potersi autoinvitare al tavolo delle big? Quello che è certo è che lo stesso Gasperini nel post partita ha dichiarato, con grande realismo, che la sua Atalanta nelle ultime settimane non ha la stessa intensità dei tempi migliori.
Non è che Antonio Conte se la passi molto meglio, perché sebbene la classifica dica che c'è un solo punto di differenza con l'avversario di giornata, è altrettanto vero che la sua creatura ha vinto solo 3 delle 9 partite disputate in stagione, una delle ultime 7 addirittura. L'auspicio alla Pinetina è quello di ritrovare lo spirito dello scorso 1 Agosto, quando l'Inter vinse 0-2 in trasferta nello stesso stadio in cui sarà impegnata domani con una squadra forse più povera di soluzioni, ma più a immagine e somiglianza del suo allenatore.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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