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Suarez-Morata-Dzeko: rendimenti a confronto tra i protagonisti del valzer delle punte in casa Juve

2 gol subiti nelle ultime 8 partite, Coppa Italia e Supercoppa comprese. Sono i numeri che fotografano la ritrovata solidità della Juventus, nonostante nel periodo preso in considerazione il calendario bianconero sia stato ricco di sfide dall'alto coefficiente di difficoltà. Le 19 reti al passivo fanno di Chiellini e compagni attualmente la miglior difesa, una statistica rincuorante in ottica Scudetto se si prende per buono il solito ritornello secondo cui in Italia vince chi prende meno gol. Anche se poi l'anno scorso la Juve di Sarri finì davanti a tutti lo stesso con una retroguardia sicuramente meno ermetica rispetto alle storiche abitudini. A preoccupare dalle parti della Continassa in questo momento è la scarsa vena di un attacco, addirittura il sesto del nostro campionato con 41 centri, in cui Ronaldo sta vivendo una fase poco brillante probabilmente in funzione di una preparazione finalizzata a portarlo al massimo della forma adesso che torna la Champions, e Morata non ha ancora timbrato il cartellino nel 2021 in Serie A.
Un calo di rendimento dell'ex Real Madrid dopo l'inizio sprint era prevedibile e in linea con tutte le sue precedenti esperienze ma, al netto della sua consueta generosità nell'assistere spesso il compagno di reparto portoghese, le sue 4 marcature (che lievitano a 13 complessivamente) nella competizione nazionale cominciano a essere pochine.
Non che Edin Dzeko, che avrebbe potuto trovarsi al posto dello spagnolo se solo si fosse completato il domino di attaccanti con Arek Milik, stia vivendo una stagione di grazia: il bosniaco ha ricucito recentemente il rapporto con Fonseca ma continua a fare la riserva di Borja Mayoral, e il suo bottino di 7 reti non sembra destinato ad esplodere nell'immediato.
Qualche rimpianto in più potrebbe destarlo invece quel Suarez che, dopo aver fatto parlare di sé per l'esame farsa a Perugia e per l'esilio forzato lontano dalla Catalogna blaugrana, è tornato a fare quello che sa fare meglio, ossia costringere i portieri a raccogliere il pallone in fondo al sacco. L'uruguagio è il pichichi della Liga a quota 16 in 18 presenze, davanti anche a Messi, e il suo ritrovato killer instinct sta trainando l'Atletico Madrid che guarda dall'alto in basso in classifica Real Madrid e Barcellona.
A Torino credono tantissimo comunque in Morata al di là dei numeri e delle sliding doors estive, sempre in attesa che un certo Paulo Dybala torni a dare il suo contributo dentro l'area avversaria..

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