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La nuova e movimentata vita di Milik a Marsiglia: il ritorno al gol, la rivolta dei tifosi e il terremoto in panchina

Dopo sei mesi passati nel dimenticatoio, da fuori rosa al Napoli per insanabili frizioni con il club, Arkadiusz Milik ha scelto la Ligue 1 per rimettersi in gioco. A pochi mesi dalla naturale scadenza del suo contratto, avrebbe potuto aspettare ancora per scegliere la sua prossima destinazione da parametro zero, ma ha accettato la chiamata del Marsiglia per non perdere il treno dell'Europeo con la sua Polonia. E sembra non volersi far mancare nulla. Suo malgrado, l'aria dalle parti del Velodrome si è fatta molto pesante poco dopo il suo arrivo. Prima la violenta insurrezione a causa dei brutti risultati recenti del tifo organizzato dell'OM, che è riuscito a penetrare nel centro di allenamento fino ad arrivare a stretto contatto con giocatori e staff tecnico, causando il rinvio della partita col Rennes. Poi le dimissioni del tecnico André Villas-Boas, l'ex vice di Mourinho e "Special Two", curiosamente non legate al grave episodio poc'anzi descritto: il portoghese ha rinunciato al suo incarico manifestando tutto il suo dissenso per l'acquisto da lui non avallato del povero Ntcham, visto in Italia con la maglia del Genoa, in una conferenza stampa dai toni surreali.
In un clima molto difficile, a prendere posto sulla panchina come allenatore ad interim per la trasferta di Lens è stato addirittura Nasser Larguet, il responsabile del settore giovanile. Non il migliore dei contesti per un volto nuovo che deve inserirsi. Ma Milik ha comunque risposto presente, prima maglia da titolare e primo gol, benché ancora in palese ritardo di condizione a causa della prolungata inattività. Dall'azzurro del Napoli all'azzurro del Marsiglia il passo non è stato così breve, ma le reti del bomber polacco adesso sembrano l'unico raggio di sole in grado di allontanare le nuvole addensatesi sopra la Costa Azzurra.

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