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Un veterano nel corpo di un esordiente: la prima in Nazionale di Locatelli apre gli occhi delle big


Tra le tante note liete dell'Italia che ha battuto l'Olanda nella mitica cornice dell'Amsterdam Arena ottenendo la vittoria più prestigiosa dell'era Mancini, c'è sicuramente la prestazione di Manuel Locatelli.
Il centrocampista classe '98 è uscito applauditissimo dalla panchina azzurra al momento della sostituzione dopo 80' giocati con la personalità del veterano, nonostante fosse all'esordio in Nazionale maggiore. A suo agio come mezzala in un centrocampo a tre con le geometrie di Jorginho e il dinamismo di Barella, ha agito da spalla dell'italo-brasiliano come secondo play in fase di impostazione risultando particolarmente utile in interdizione quando i padroni di casa hanno provato a sfondare per vie centrali. La sua prima investitura da titolare è l'ennesima scoperta del ct Mancini che quando individua un talento manifesta la sua stima con tanti fatti e poche parole, facendo scelte che prescindono dalla carta d'identità come già avvenuto con Kean, Zaniolo e Tonali.
Buona la prima dunque per il giocatore del Sassuolo, già reduce da una stagione ampiamente positiva agli ordini di De Zerbi in cui ha palesato un'ottima crescita sotto tutti gli aspetti, compreso quello caratteriale. Questa prima affermazione a livello internazionale rischia di stuzzicare ancora di più l'interesse delle big nostrane, con la Juventus in primissima fila anche perché il Milan, squadra in cui Locatelli è cresciuto e ha mosso i primi passi in Serie A, ha deciso di investire su Tonali e l'Inter è orientata su profili più esperti avendo già in rosa Sensi e uno straordinario Nicolò Barella.
Paratici è un suo estimatore e con i neroverdi emiliani c'è un rapporto eccellente per imbastire una trattativa che contempli qualche contropartita tecnica utile ad abbassare l'esborso cash, ma prima di pianificare un eventuale assalto i bianconeri dovranno fare spazio in mediana con l'uscita di Khedira e forse anche quella di Ramsey.

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