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Destino (in)crociato: Zaniolo e i suoi fratelli caduti due volte


La lesione del legamento crociato del ginocchio è uno degli infortuni peggiori che un calciatore può partire: sono necessari tre mesi buoni per la completa guarigione e in media altri tre mesi per la riatletizzazione e per essere pronti a scendere in campo in un contesto competitivo. C'è chi torna più forte dopo contrattempi di questo genere, da un punto di vista psicologico e anche fisico, e chi invece ripiomba nel tunnel a causa delle ricadute o semplicemente del caso. 
Nicolò Zaniolo ne è l'esempio più recente, e la domanda che in molti si fanno dopo la notizia shock della rottura del crociato sinistro (quello operato era il destro) è: sarà in grado stavolta di tornare ai suoi livelli e recuperare la sua straordinaria prepotenza fisica? 
La Serie A non è per niente a corto in anni recenti di esempi di giocatori che hanno dovuto fare i conti due volte in rapida successione con una lontananza forzata dal terreno di gioco; il trend sembra essere in continuo aumento per un mix di concause che vanno dai campi spesso lontani dall'essere in condizioni ideali ai calendari sempre più intasati tra gli impegni dei club e delle Nazionali. 
La Roma non ha di certo bisogno di guardare in casa d'altri per capire quanto possano essere condizionanti due infortuni di questa gravità. Il calvario di Kevin Strootman, diventato in poco tempo uno dei centrocampisti più dominanti del campionato italiano dopo che Walter Sabatini lo aveva acquistato dal Psv, iniziò il 9 Marzo 2014 in occasione di una sfida contro il Napoli in cui il crociato sinistro fra crack; dopo una ricaduta, problemi cartilaginei e lunghissimi periodi di degenza e riabilitazione il centrocampista olandese torna pedina fondamentale della squadra di Di Francesco che nel 2017-2018 va vicina alla finale di Champions League, pur senza mostrare più il passo di un tempo. Percorso molto simile a quello di Alessandro Florenzi, il cui crociato sinistro salta il 26 Ottobre 2016 contro il Sassuolo, con ricaduta accusata durante un allenamento con la Primavera dopo un trauma distorsivo allo stesso ginocchio operato. Due interpreti di un ruolo diverso ma accomunati dalla fatica a ritrovare il dinamismo che gli aveva permesso di diventare idoli della tifoseria romanista. 
Ovviamente anche fuori dal Grande Raccordo Anulare la sfortuna ci vede benissimo a differenza della buona sorte. Al Milan è lo stesso famigerato crociato sinistro (che ha tolto di mezzo per un periodo anche Caldara) a tradire in due circostanze Andrea Conti, reduce da un anno molto produttivo in maglia Atalanta agli ordini di Gasperini. Anche il Napoli ne sa qualcosa dato che ha visto arrestarsi, inizialmente contro il Manchester City in Champions, la splendida crescita di Faouzi Ghoulam sotto la gestione Sarri a causa del duplice cedimento del ginocchio (stavolta il destro) con successivo interessamento anche della rotula. 
A conti fatti forse il miglior esempio per Zaniolo in termini di recupero della forma è Arkadiusz Milik. Ko per colpa del ginocchio sinistro subito dopo essere arrivato al San Paolo per sostituire Higuain e aver impressionato tutti nelle prime apparizioni, una volta ristabilito viene messo fuori gioco anche dal destro (esattamente il contrario rispetto al gioiello giallorosso), ma riesce a ritrovare condizione e gol l'anno successivo grazie alla fiducia di Ancelotti. E chissà che il polacco non possa ricongiungersi con Zaniolo nella Capitale, compagni di maglia e di sventure.

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