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Provaci ancora Cou: 145 milioni di motivi per avere una seconda chance al Camp Nou


Definire singolari gli ultimi anni della carriera di Philippe Coutinho è il minimo: dopo essere stato acquistato dal Barcellona a fronte di un maxi investimento, il brasiliano è stato accantonato dopo solamente un anno e mezzo in Spagna e ha cercato di rifarsi nell'ultima stagione al Bayern Monaco. Impresa riuscita a metà viste le prestazioni altalenanti in Baviera, ma la sua firma non è comunque mancata nel 8-2 del Da Luz con cui i tedeschi hanno umiliato i blaugrana: entrato a partita piuttosto indirizzata, ha fatto in tempo a segnare due reti e a servire un assist per appesantire lo storico passivo ai danni di quella che paradossalmente, è stata e sarà allo stesso tempo la sua ex e la sua futura squadra.
Quando il Barça decise nel Gennaio del 2018 di puntare sul connazionale Coutinho per non sentirsi più orfano di Neymar, in pochi avevano storto il naso nonostante la cifra record di 145 milioni di euro di sola base fissa spesa per strapparlo al Liverpool. Nel contesto di un mercato dai parametri economici fuori controllo a causa proprio del trasferimento di Neymar, l'ex rimpianto dell'Inter infatti da un punto di vista tecnico aveva mostrato le doti del fenomeno in un palcoscenico prestigioso come Anfield. Al Camp Nou però non scatta il feeling con la tifoseria che dopo sei mesi buoni, lo fischia ripetutamente nel corso di una seconda stagione da 8 gol e 6 assist in 46 presenze tra Liga e Champions. Sembrava destinato a non mettere più piede in Catalogna neanche per sbaglio ma nel frattempo, dopo 12 mesi di lontananza, l'arrivo di un nuovo allenatore e l'inizio di una doverosa rivoluzione tecnica (innescata nel suo piccolo anche da Cou) hanno cambiato le carte in tavola: Koeman è un suo grande estimatore e lo ha tartassato di telefonate per convincerlo a vestirsi di nuovo di blaugrana, convinto di poterlo aiutare a togliersi di dosso l'etichetta di acquisto fallimentare, sebbene la concorrenza nel ruolo (Ansu Fati, Dembelè..) non sia di poco conto.
Il prodotto del vivaio del Vasco da Gama è stato discontinuo anche nell'ultima annata al Bayern nonostante alcuni picchi di rendimento come la tripletta nel 6-1 al Werder Brema e un bottino più che rispettabile di 8 reti e 6 assist in 23 match di Bundesliga. Il suo mancato riscatto principalmente è imputabile a una questione di costi ma adesso, con un nuovo tecnico che crede in lui, gli ingredienti per non pensare più a questioni di cartellino e concentrarsi solo su quel talento che aveva abbagliato la Premier League ci sono tutti.

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