Passa ai contenuti principali

Lazio, prime frizioni nell'idillio tra Lotito e la squadra


Nelle tante interviste rilasciate dai membri della rosa laziale nel corso della straordinaria stagione fin qui disputata, è stata di frequente posta la domanda "Qual'è il segreto di questa incredibile cavalcata della Lazio?" ottenendo sempre come risposta " Lo spirito di gruppo, ci sentiamo una famiglia, siamo uniti dentro e fuori dal campo, stiamo spesso insieme".
Anche le migliori famiglie però hanno le loro difficoltà, le loro controversie intestine, e a minacciare il benevolo incantesimo che ha regalato sintonia e armonia a Formello per tutto l'anno ci si è messo il tanto temuto taglio degli stipendi. Lotito era stato tra i principali promotori e artefici in Lega Serie A delle linee guida unitarie da applicare sul tema, ma finora aveva sempre evitato di portare in casa propria questa spina avvelenata, sia perché i conti della sua Lazio godono di grande salute, sia per preservare l'umore delle truppe in vista di una ripresa del campionato. Fino al dietrofront di ieri, quando è andato in scena un confronto, definito molto acceso, con una rappresentanza dei giocatori, in cui il patron biancoceleste ha chiarito l'intenzione di tagliare gli stipendi di Marzo e Aprile. Una scelta che ha spiazzato e interdetto i suoi interlocutori, a cui in tempo di lockdown non era stato comunicato niente sull'argomento, e che si erano presentati al via degli allenamenti individuali in ottima forma fisica e mentale, anche per ricompensare la fiducia della società. 
Per ricucire lo strappo, Lotito ha in mente una soluzione di compromesso, che prevede il taglio del salario di Marzo e il congelamento di quello di Aprile fino alla prossima stagione, col fine di non creare spaccature nello spogliatoio in vista di una ripresa per cui il mondo Lazio in tutte le sue componenti si è battuta strenuamente.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il 2020 del Milan: Ibra e Pioli guidano una rinascita attesa da tempo

Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

Inter, la freccia Hakimi per mettere le ali al 3-5-2 di Conte

Come raccontato negli ultimi giorni, Achraf Hakimi si appresta a diventare un rinforzo per l'Inter versione 2020-2021 dopo aver sostenuto le visite mediche tra lunedì e martedì. Nelle ultime ore il club di Suning ha limato col Real Madrid anche le ultime distanze relative soprattutto ai bonus; 40 milioni di parte fissa più 5 legati ad alcune variabili, tutto da ratificare e mettere nero su bianco entro il 30 Giugno. Una data che per i club significa chiusura del bilancio, e che sta agitando il mercato internazionale nonostante il campo debba ancora emettere verdetti in vari campionati e a livello europeo. Cosa porterà Hakimi all'Inter? Alla corte di Antonio Conte, il classe '98 potrebbe diventare un vero fattore sulla fascia destra, un sicuro upgrade rispetto a Candreva, pur rivitalizzato dal cambio di allenatore: la sua formazione spagnola nella cantera madrilena fa sì che la fase difensiva non sia la specialità della casa, ma nell'altra metà del campo fa la differenz...

Roma, stagione finita per Kumbulla: il giudizio sull’albanese sospeso fino al prossimo anno

Ogni volta che i giocatori rispondono alla chiamata delle proprie Nazionali, ai rispettivi club di appartenenza spetta il compito di accendere un cero nella speranza che tornino indietro integri e arruolabili. Spesso non è sufficiente, e stavolta (non la prima, Zaniolo insegna) è stata la Roma a pagare il prezzo più alto. Neanche il tempo di mettersi alla prova contro l'Inghilterra nella seconda gara di qualificazione a Qatar 2022, che Marash Kumbulla ha accusato un dolore al ginocchio destro durante Andorra-Albania che non lo ha costretto a lasciare il campo, ma si è ripresentato dopo la partita. Una volta tornato nella Capitale, gli esami strumentali hanno evidenziato la lesione del menisco esterno: per il momento l'intervento chirurgico è stato scongiurato in favore della terapia conservativa, ma in ogni caso la stagione dell'ex Hellas Verona è già finita. Un primo anno in giallorosso sicuramente probante per il centrale albanese, che tra il Covid e gli infortuni non ha ...