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Roma, non è ancora detta l'ultima parola sulla cessione societaria


La cessione del pacchetto di maggioranza della Roma da Pallotta a Dan Friedkin negli ultimi tempi ha subito una preoccupante frenata. Il magnate texano infatti ha voluto legittimamente rallentare una trattativa da 720 milioni di euro complessivi, preoccupato dalle disastrose conseguenze che la pandemia determinerà e già sta determinando sul macrocosmo economico mondiale, oltre che sui conti della Roma già in affanno. Dopo mesi di incontri, due diligence, addirittura una prima bozza di stesura dei contratti, tutto il mondo giallorosso ha dovuto fare i conti con l'idea di mal sopportare ancora il contestato presidente Pallotta, pronto a riprendere in mano le redini della società. Sebbene tutte le considerazioni fatte poc'anzi sulla delicatezza del momento attuale siano sempre valide, i tifosi della Lupa hanno motivo di sperare ancora che il cambio in vetta alla piramide societaria non sia definitivamente naufragato. Dopo le dichiarazioni di Pallotta che ha parlato di trattative sempre in corso con Friedkin - affermazioni comunque di rito,anche perché la Roma è una società quotata in borsa - si è espresso sul tema anche Gravina, presidente della Figc. Il numero uno della Federcalcio ai microfoni di Radio Radio si dimostra possibilista sulla conclusione dell’affare, nonostante l'originaria tabella di marcia ormai non sia stata rispettata: “Ci sono delle norme che regolano il passaggio dei pacchetti azionari, noi siamo stati informati per le vie brevi, siamo in attesa di ricevere tutta la documentazione prevista dalle norme, ma forse ora ci sono altre priorità, quindi saranno oggetto di valutazione da parte della nostra commissione interna per dare il via libera al passaggio sotto il profilo sportivo, poi sapete che civilisticamente noi possiamo incidere poco. Mi sembra proprio che l’operazione vada avanti”.

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