Negli ultimi otto anni la Juventus ha costruito i suoi successi non solo grazie all'acquisto di grandi campioni,alcuni dei quali portati a Torino a parametro zero,ma anche grazie a una programmazione e a una lungimiranza sul mercato senza paragoni tra i nostri confini.I bianconeri,forti anche di una superiorità economica nei confronti delle altre big,non hanno esitato negli ultimi anni a investire fior fior di milioni su giovani di belle speranze e gli esempi sono innumerevoli:Cristian Romero dal Genoa e Merih Demiral dal Sassuolo,solo per citarne due tra gli ultimi in ordine di tempo.Entrambi erano appetiti sicuramente anche dalle altre grandi del nostro calcio,le quali però non hanno avuto la forza di spendere cifre importanti per i due difensori centrali,preferendo investire su giocatori di più comprovata esperienza.La Juventus ha deciso di bruciare la concorrenza (in primis dell'Inter dei "nemici" Conte e Marotta) anche per Dejan Kulusevski, talentuosissimo tuttocampista che era di proprietà dell'Atalanta ma che si è messo in grande luce in questi sei mesi a Parma.Un investimento pesante quello della Vecchia Signora,ben 35 milioni più svariati bonus,per un giocatore che ha alle spalle solo sei mesi di serie A e dovrà dimostrare a partire dal prossimo anno di valere la Juventus.Paratici con un occhio guarda sempre al futuro,sapendo bene che se dovesse andare male,potrà sempre usare il giovane svedese come pedina di scambio senza creare un'eccessiva minusvalenza,un po' come già fatto con Mandragora e Riccardo Orsolini,ceduti a peso d'oro rispettivamente ad Udinese e Bologna.Una strategia che alla Continassa ha spesso fruttato i suoi dividendi.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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