Passa ai contenuti principali

Inter, oltre le critiche e la pensione: Handanovic torna saracinesca

In un decennio come l'ultimo decisamente avaro di traguardi e trofei per l'Inter dopo la scorpacciata del Triplete, Samir Handanovic è uno di quelli che si è sempre elevato nella mediocrità generale di una squadra che tra un Obi e uno Schelotto in campo ha vissuto annate difficili. È rimasto fedele per più stagioni alla causa nerazzurra con la sua silenziosa leadership, rinunciando per lungo tempo al palcoscenico della Champions League che altre squadre avrebbero potuto offrirgli, regalando sempre un buon bottino di punti grazie ai suoi istinti felini tra i pali.
Dura la vita di chi abitua ai miracoli, perché quando gli standard di rendimento si abbassano, e a 36 anni inevitabilmente può accadere, le critiche cominciano a pioverti addosso. È quello che è successo all'estremo difensore sloveno che tra lo scorso campionato e l'inizio di questo, ha riscosso suo malgrado molti meno consensi all'interno di una parte della tifoseria che gli rimprovera di non avere più la reattività di un tempo e di essere ancorato ad uno stile di gioco un po' datato per i portieri moderni. Contro il Napoli San Samir da Lubiana si è preso la sua "rivincita", apponendo la sua firma su un 1-0 che è frutto di almeno due suoi interventi prodigiosi, necessari per sbarrare la strada agli uomini di Gattuso che in inferiorità numerica avrebbero meritato di non uscire a mani vuote da San Siro.
Il Capitano interista ha fatto capire a tutti che il pre-pensionamento può attendere, anche se la società è giusto che si muova sul mercato alla ricerca di un erede da far crescere in attesa del passaggio di consegne dei guantoni da titolare.

Foto: (ilmattino. it)

Commenti

Post popolari in questo blog

Il talento c’è ma non si vede: le difficoltà di Tonali tra Milan e Under 21

Tra l'Agosto e il Settembre passati, Sandro Tonali mandava in visibilio il tifo milanista esprimendo la propria preferenza per il Diavolo, come diretta conseguenza di quella passione per i colori rossoneri nata da bambino. Il Milan così superava la concorrenza dei cugini dell'Inter, che comunque avevano già allentato la presa sul centrocampista, indirizzando in maniera favorevole la trattativa con il Brescia. Un'avventura dunque iniziata sotto i migliori auspici, con la maglia numero 8 dei suoi sogni indossata solo dopo l'autorizzazione richiesta con umiltà all'idolo Rino Gattuso. Sette mesi dopo però il percorso intrapreso con tanto entusiasmo si sta dimostrando più in salita del previsto : nonostante lo spazio avuto grazie ad un calendario intasato di impegni e all'infortunio di Bennacer, Tonali ha fatto molta fatica a mettere in mostra le stesse qualità e la stessa dose di personalità che gli avevano permesso di prendersi la fascia da capitano delle Rondinel...

Tensione alle stelle tra club e Nazionali: ma Uefa e Fifa preferiscono tacere

Il rapporto tra squadre di club e Nazionali nell'ultimo decennio è andato progressivamente logorandosi, parallelamente all'aumento del numero delle partite; i club non hanno mai visto di buon occhio la puntuale ecatombe di infortuni che si verificano quando viene dato spazio alle rappresentative dei vari paesi, e di cui loro stessi fanno le spese. Il contrasto si è acuito ancora di più in tempo di pandemia, con i viaggi intercontinentali che aumentano il rischio di contagio e si collocano all'interno di un calendario sempre più intasato. C'è chi lo dichiara apertamente e chi no, ma tutti gli allenatori, dirigenti e presidenti sono preoccupati per ciò che avviene lontano dai loro occhi: ovviamente anche le Nazionali hanno i loro rigidi protocolli ma il clamoroso caso Vida, sostituito durante l'intervallo di Turchia-Croazia perché nel frattempo era arrivato il referto della sua positività, ha definitivamente scoperchiato il vaso di Pandora.  Non che il Covid sia l...

Dalla Juve alla Juve: Pirlo può essere il carnefice di Gattuso

20 Gennaio 2021, giorno della Supercoppa Italiana. Le speranze del Napoli di bissare la Coppa Italia vinta contro lo stesso rivale bianconero si spengono davanti al rigore sbagliato da Insigne e al 2-0 finale al passivo. Poco più di 20 giorni dopo tre sconfitte contro Verona, Genoa e Atalanta rischiano di aver scritto la parola fine sopra l'era Gattuso alle pendici del Vesuvio, avendo messo a nudo le fragilità di una squadra che già era stata protagonista di qualche inciampo di troppo per quelle che erano le ambizioni di inizio stagione. L'allenatore d'altronde si sa è colui che paga per tutti, il responsabile primario davanti al tribunale dei tifosi delusi: anche se in più di un'occasione sono gli errori dei singoli a zavorrare il collettivo, anche se la rosa nel suo complesso è stata probabilmente sopravvalutata per traguardi troppo prestigiosi. E adesso c'è di nuovo la Juventus, altri 90' negativi nella forma e nella sostanza potrebbero essere fatali. C'...