Passa ai contenuti principali

“Capita di sentirsi in vacanza prima di Natale”: la Juve alla ricerca di sè stessa, oltre gli errori e gli episodi

Accanirsi contro una squadra che ha dovuto giocare in dieci uomini per 70' a causa di una giusta espulsione, al termine di un tour de force di partite che ha prosciugato le energie di tutti, può sembrare severo; ma se la squadra in questione si chiama Juventus e il risultato che ne viene fuori è uno 0-3 le critiche diventano legittime. Un crollo a ridosso della sosta natalizia che fa rumore, perché trovare traccia di una sconfitta bianconera di tali dimensioni tra le mura amiche e protettive dello Stadium nell'ultimo decennio di Serie A è impresa titanica. Senza dimenticare poi che l'avversario era la Fiorentina di Prandelli, che aveva sì mostrato segnali incoraggianti di ripresa nei pareggi contro Sassuolo e Verona, ma non vinceva dal 25 Ottobre, un'eternità.
Le decisioni discutibili di una direzione arbitrale avversa hanno sicuramente condizionato i 90 minuti contro la Viola, ma a preoccupare la Juve più che le polemiche sull'identità di gioco e sulla mancanza di continuità dovrebbe essere la modesta tenuta mentale del gruppo, allenatore compreso. Andrea Pirlo ai microfoni è sembrato quasi giustificare l'approccio svagato dei suoi dichiarando: "Nelle partite prima di Natale capita di avere la testa alle vacanze, siamo entrati molli". Affermazioni che stridono in maniera evidente con quello che è sempre stato il dna e il modus operandi juventino, ovvero portare a casa i tre punti piegando a proprio favore gli episodi di una gara con il piglio della grande squadra, senza avere la necessità di brillare ma pure senza concedersi rilassamenti di alcun genere.
Su questa mentalità d'acciaio si è fondato un decennio di trionfi in Italia, e da qui, alla ripresa, si dovrà necessariamente ripartire alla Continassa.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il talento c’è ma non si vede: le difficoltà di Tonali tra Milan e Under 21

Tra l'Agosto e il Settembre passati, Sandro Tonali mandava in visibilio il tifo milanista esprimendo la propria preferenza per il Diavolo, come diretta conseguenza di quella passione per i colori rossoneri nata da bambino. Il Milan così superava la concorrenza dei cugini dell'Inter, che comunque avevano già allentato la presa sul centrocampista, indirizzando in maniera favorevole la trattativa con il Brescia. Un'avventura dunque iniziata sotto i migliori auspici, con la maglia numero 8 dei suoi sogni indossata solo dopo l'autorizzazione richiesta con umiltà all'idolo Rino Gattuso. Sette mesi dopo però il percorso intrapreso con tanto entusiasmo si sta dimostrando più in salita del previsto : nonostante lo spazio avuto grazie ad un calendario intasato di impegni e all'infortunio di Bennacer, Tonali ha fatto molta fatica a mettere in mostra le stesse qualità e la stessa dose di personalità che gli avevano permesso di prendersi la fascia da capitano delle Rondinel...

Tensione alle stelle tra club e Nazionali: ma Uefa e Fifa preferiscono tacere

Il rapporto tra squadre di club e Nazionali nell'ultimo decennio è andato progressivamente logorandosi, parallelamente all'aumento del numero delle partite; i club non hanno mai visto di buon occhio la puntuale ecatombe di infortuni che si verificano quando viene dato spazio alle rappresentative dei vari paesi, e di cui loro stessi fanno le spese. Il contrasto si è acuito ancora di più in tempo di pandemia, con i viaggi intercontinentali che aumentano il rischio di contagio e si collocano all'interno di un calendario sempre più intasato. C'è chi lo dichiara apertamente e chi no, ma tutti gli allenatori, dirigenti e presidenti sono preoccupati per ciò che avviene lontano dai loro occhi: ovviamente anche le Nazionali hanno i loro rigidi protocolli ma il clamoroso caso Vida, sostituito durante l'intervallo di Turchia-Croazia perché nel frattempo era arrivato il referto della sua positività, ha definitivamente scoperchiato il vaso di Pandora.  Non che il Covid sia l...

Dalla Juve alla Juve: Pirlo può essere il carnefice di Gattuso

20 Gennaio 2021, giorno della Supercoppa Italiana. Le speranze del Napoli di bissare la Coppa Italia vinta contro lo stesso rivale bianconero si spengono davanti al rigore sbagliato da Insigne e al 2-0 finale al passivo. Poco più di 20 giorni dopo tre sconfitte contro Verona, Genoa e Atalanta rischiano di aver scritto la parola fine sopra l'era Gattuso alle pendici del Vesuvio, avendo messo a nudo le fragilità di una squadra che già era stata protagonista di qualche inciampo di troppo per quelle che erano le ambizioni di inizio stagione. L'allenatore d'altronde si sa è colui che paga per tutti, il responsabile primario davanti al tribunale dei tifosi delusi: anche se in più di un'occasione sono gli errori dei singoli a zavorrare il collettivo, anche se la rosa nel suo complesso è stata probabilmente sopravvalutata per traguardi troppo prestigiosi. E adesso c'è di nuovo la Juventus, altri 90' negativi nella forma e nella sostanza potrebbero essere fatali. C'...