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Verso Juve-Atalanta, non è una partita per Diez: la classe si accomoda in panchina, e il futuro..

Lo scorso 11 Luglio andava in scena allo Stadium uno Juventus-Atalanta da zone altissime di classifica, con un rigore di capitale importanza segnato al 90' dall'infallibile Ronaldo che aveva di fatto infranto i sogni Scudetto di una Dea lanciatissima e preservato la leadership della squadra di Sarri, in evidente affanno. 5 mesi dopo la stessa partita non presenta la medesima posta in palio, sia perché i bianconeri per una volta non guardano dall'alto in basso tutte le altre, sia perché i bergamaschi hanno perso diversi punti per strada in questo inizio di stagione.
A differenza di quel 2-2, difficilmente saranno protagonisti stavolta Paulo Dybala e Alejandro Gomez, costretti a cercarsi la posizione ideale sulle rispettive panchine più che in campo come loro abitudine. La classe che viene messa da parte, la fantasia che lascia spazio al pragmatismo, due Diez argentini, compagni nella Nazionale albiceleste e amici fuori dal rettangolo verde, costretti a guardare i compagni con un fratino da riscaldamento in attesa che il loro allenatore li richiami, nonostante il prestigio del numero di maglia che si sono conquistati con merito. In realtà la Joya si è appena sbloccata segnando a Marassi col Genoa, un gol atteso come una liberazione, ma la strada per mettere in discussione le gerarchie che vedono avanti Morata è ancora lunga, e in ballo c'è sempre un ricco rinnovo su cui Agnelli ha detto la sua recentemente senza essere troppo criptico.
Diversa la situazione del Papu, alle prese con uno strappo col mondo Atalanta diventato ampiamente di dominio pubblico. In controtendenza con la volontà di cercarsi un'altra squadra per Gennaio, è arrivata la notizia delle scuse formulate a compagni e staff tecnico per le esternazioni via social, ma la sensazione è che difficilmente basterà per dimenticarsi tutto. In realtà Gasperini non ha rinunciato a lui per la trasferta decisiva di Amsterdam di Champions League quando già la miccia del litigio era deflagrata, ma lo scenario a Torino non dovrebbe ripetersi.

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