Passa ai contenuti principali

Il 2020 dell’Atalanta: la storia è stata scritta, ma il Papu non ne farà più parte

Mentre Bergamo osservava con dolore una sfilata di bare accompagnate dai mezzi dell'Esercito, l'Atalanta scriveva forse la pagina più bella della sua storia cercando di alleviare le pene di una città lacerata dalle ferite della prima ondata della pandemia Covid. Il micidiale uno-due subito agli sgoccioli della partita col Psg che è costato l'accesso ad una incredibile semifinale non cancella la bellezza del percorso europeo della Dea, capace di guadagnarsi il rispetto e il timore anche delle migliori corazzate del continente.
Il principale artefice del miracolo orobico non può che essere Gian Piero Gasperini, capace di creare una spietata macchina da gol che con 98 (!) centri in campionato si è consacrata tra i migliori attacchi di tutta Europa; una prolificità che per qualche settimana ha permesso a Duvan e compagni di accarezzare persino il sogno Scudetto, quando i giri del motore della squadra erano al massimo. Chissà come sarebbe andata senza il fallo di mano di Muriel che ha permesso a Ronaldo di pronunciare la sua sentenza dal dischetto, quando l'Atalanta a pochi minuti dal termine era vicina ad espugnare l'Allianz Stadium di Torino. Il terzo posto con la bellezza di 78 punti conquistati rimane comunque un risultato di assoluto prestigio, che ha permesso ai nerazzurri di confermarsi in Champions League.
Il laboratorio dove la banda del Gasp plasma il suo stile di gioco da mal di denti per gli avversari (cit. Guardiola), un locus amoenus dove i calciatori cementavano la loro unione come fossero una famiglia. Questa, più o meno, era la visione di Zingonia da parte degli osservatori esterni. Almeno fino a che non è esploso il caso legato al Papu Gomez, dopo il durissimo confronto avvenuto all'intervallo della gara contro il Midtjylland col proprio allenatore. Come un fulmine a ciel sereno, i Percassi si sono trovati al bivio di dover decidere tra Gasperini e l'eroe di mille battaglie, il Capitano, ormai bergamasco acquisito: una scelta dolorosa, che ha portato all'accantonamento dell'argentino, ormai praticamente un separato in casa. Le prime luci del nuovo anno lo porteranno altrove dopo oltre 6 stagioni di amore reciproco, ma l'Atalanta resterà, sempre meno provinciale e più protagonista della Serie A.

Commenti

Post popolari in questo blog

Inter, la freccia Hakimi per mettere le ali al 3-5-2 di Conte

Come raccontato negli ultimi giorni, Achraf Hakimi si appresta a diventare un rinforzo per l'Inter versione 2020-2021 dopo aver sostenuto le visite mediche tra lunedì e martedì. Nelle ultime ore il club di Suning ha limato col Real Madrid anche le ultime distanze relative soprattutto ai bonus; 40 milioni di parte fissa più 5 legati ad alcune variabili, tutto da ratificare e mettere nero su bianco entro il 30 Giugno. Una data che per i club significa chiusura del bilancio, e che sta agitando il mercato internazionale nonostante il campo debba ancora emettere verdetti in vari campionati e a livello europeo. Cosa porterà Hakimi all'Inter? Alla corte di Antonio Conte, il classe '98 potrebbe diventare un vero fattore sulla fascia destra, un sicuro upgrade rispetto a Candreva, pur rivitalizzato dal cambio di allenatore: la sua formazione spagnola nella cantera madrilena fa sì che la fase difensiva non sia la specialità della casa, ma nell'altra metà del campo fa la differenz...

Il 2020 del Milan: Ibra e Pioli guidano una rinascita attesa da tempo

Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

Roma, Florenzi di ritorno da Valencia: il nuovo modulo può cambiare il suo futuro?

4 vittorie nelle ultime 5 partite, 13 punti collezionati sui 15 disponibili. Il traguardo Champions è sfumato, anche in maniera giusta per l'eccessiva discontinuità vista nella seconda parte di stagione, ma la Roma può guardare al futuro con moderato ottimismo grazie anche alla svolta del cambio di modulo. Mentre colleghi che si trovano più in alto di lui in classifica vengono accusati di integralismo tattico, Paulo Fonseca ha mostrato intelligenza nell'adottare la difesa a 3 che ha dato più certezze dietro alla squadra, valorizzando la corsa e la propensione offensiva di esterni bassi come Spinazzola e Bruno Peres. Soprattutto l'inaspettata rinascita del brasiliano è una buona novella per il tecnico portoghese, considerando che la fascia destra nell'ultimo anno alla Roma non ha avuto un padrone, ma solo momentanei occupanti tra appunto Peres, Spinazzola, Zappacosta, Santon e Florenzi. Proprio l'ex Capitano ha già salutato il Valencia, al termine di una esperienza p...