Cambiando l'ordine degli addendi il risultato dell'addizione non cambia.Così potrebbe essere sintetizzato il tentativo di Rudi Garcia di cambiare uomini e tattica di gioco per evitare un'altra lezione come quella dell'Olimpico contro lo stesso Bayern Monaco.L'esito finale è un 2-0 che se da un lato limita i danni e scongiura un'altra figuraccia al cospetto di una squadra comunque inarrivabile per il calcio italiano,e almeno tra le migliori tre in Europa per qualità degli interpreti e idea di gioco,dall'altro nei suoi contenuti dà l'immagine di una Roma entrata in campo per non prenderle.I giallorossi avevano impostato una partita di difesa e ripartenza,un progetto però vanificato dalla qualità del possesso palla e dall'abilità nel recuperare la sfera da parte dei giocatori tedeschi,che si stanno calando con crescente confidenza in una squadra che sembra ricordare da vicino la migliore edizione del Barcellona di Guardiola.Dopo una mezz'ora molto incoraggiante,gli uomini di Garcia si sono fatti schiacciare dagli avversari,continuando a palesare anche un deficit fisico(evidente in uomini come Iturbe e il combattivo Nainggolan che dopo 40 minuti avevano il fiatone),che è stato aggravato dal dover pressare senza sosta sul proverbiale tiki taka del Bayern,capitolando poi sulle realizzazioni di Franck Ribery e Gotze.Qualcuno ha storto il naso di fronte alle scelte sulla formazione iniziale dell'allenatore giallorosso Rudi Garcia,che ha preservato pezzi da novanta come Totti ma soprattutto Gervinho che in un contesto tattico del genere poteva essere devastante,ma la sensazione è che la Roma non aveva a disposizione nei singoli la formula giusta per battere un avversario manifestatamente più forte,al netto delle difficoltà individuali di gente come Yanga-Mbiwa,Torosidis o Holebas/Cole che in partite fondamentali hanno lasciato parecchi dubbi sul loro reale valore.Dopo essersi lasciati alle spalle lo squadrone di Guardiola comunque il peggio potrebbe essere passato,la Roma ha bisogno di tornare a correre sia in Champions sia in campionato,dove le ultime esibizioni sono state insufficienti,superando le difficoltà fisiche intraviste,per tornare a essere la squadra che ha incantato Italia ed Europa ad inizio stagione.
Se un catastrofico 2020 può considerarsi positivo per qualcuno, tra questi va annoverato sicuramente il Milan nella globalità delle sue componenti. I tifosi, che da troppi anni vivevano di ricordi preferendoli alle magre soddisfazioni - e qualche umiliazione - del presente; la Società, che sembra aver trovato un minimo di stabilità prendendo le scelte giuste nel quadro di un progetto tecnico finalmente chiaro; e non ultimi i giocatori e lo staff tecnico, con Stefano Pioli in primis. L'ex tecnico di Inter e Lazio negli ultimi 12 mesi ha convinto tutti dello spessore del suo lavoro, togliendosi l'etichetta limitativa di brava persona benvoluta da tutti che ne aveva messo in secondo piano le idee e le qualità di allenatore. Il suo Milan è sbocciato in una squadra imbattuta dal post-lockdown, con un'identità precisa e con trame di gioco piacevoli, capace di conquistare più punti di tutti nella classifica dell'anno solare e di issarsi in cima a quella della Serie A in corso....

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